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Si terrà a Torino presso il Circolo Maurice la presentazione del romanzo "Lezioni di tango" scritto da Giusi Dottini, in collaborazione con Alessandra Giusti.
giovedì 28 aprile 2011
lunedì 21 marzo 2011
Io sono Achille e tu Patroclo

Io sono Achille e tu Patroclo
Pairing: Jan Maybach-Miguel Alvarez.
I personaggi nn mi appartengono, e questa storia è di mia invenzione
Nel salotto illuminato solo da una piccola lampada, risuona la voce melodiosa di Jan, intento a declamare i versi di Omero. Con espressione autorevole il commissario legge a Miguel, seduto accanto a lui sul divano. Lo spagnolo ha la testa appoggiata sulla spalla del compagno e fantasticando sulle battaglie epiche e sul coraggio degli eroi greci e troiani, gli sfiora il braccio con la punta delle dita. Lo affascina talmente Achille da immedesimarsi in lui.
“Jan?” alza lo sguardo.
“Che c’è? Ti annoi?”
“Ma che!” gli occhi scuri si illuminano: “Questa roba è fantastica! Avrei dovuto leggere prima l’Iliade”
“Sei uno zuccone, Miguel. Se solo mi dessi retta, potresti ampliare le tue conoscenze, ma tu ti ostini a considerare i libri tuoi nemici”
“Non è vero!” gli sferra un pugno sul braccio.
Jan scoppia a ridere divertito dalla sua faccetta imbronciata.
“Osi pure ridere?”
“Dai, non prendertela”
“Uffa! Sempre il solito saputello!”
“Mi lasci continuare?”
“Che è tutto questo interesse per i classici, Jan?” si sporge verso di lui.
“L’ho trovato sulla scrivania di Benny e ho pensato di rileggerlo” alza le spalle. “Ho sempre amato i classici, ma soprattutto la mitologia greca”
“Il mio è preferito è Achille!” esclama Miguel “Doveva essere una belva da come si avventava contro i nemici”
“Era un vero guerriero. Sua madre era una ninfa”
“Davvero? Le ninfe erano divinità?” Miguel accorcia la distanza.
“Sì, e si dice che lui fosse molto bello, oltre che coraggioso, indomito, ma con un carattere impossibile”
“Sai tutto, Jan” lo prende in giro.
“Gli è anche stato profetizzato che sarebbe morto giovane ma con gloria e…” si blocca “il suo punto debole era il tallone”
“Ma è vero che amava un suo compagno?” domanda Miguel disegnando cerchi concentrici sulla gamba di Jan.
Sorpreso da quella domanda il biondino annuisce, poi certo che non sarebbe riuscito a leggere più neanche un verso, chiude il libro.
“E allora? Vuoi parlare?” lo tampina dandogli un pizzicotto sulla coscia.
“Ehi!” salta Jan “E va bene! Ma sei davvero pestifero, Miguel!” si finge seccato “L’amante di Achille Si chiamava Patroclo”
“Sai è strano, un tipo virile come lui”
Jan appoggia l’Iliade sul tavolino davanti al divano. “Amava Patrolo, si dice fossero amanti, ma non sapremo mai se era vero o se li univa solo una grande amicizia“
Mentre Jan continua a narrare, Miguel gli circonda le spalle con un braccio e lo attira più vicino.
“Quando Patroclo è stato ucciso, Achille era talmente furioso che ha massacrato il suo assassino, Ettore, principe dei troiani”
Miguel lo ascolta sempre più affascinato, “Lo capisco” si spinge contro di lui: “Io impazzirei se ti accadesse qualcosa, Jan”
Le sue parole lo toccano molto e non sapendo che replicare, abbassa la testa.
“Sai, Jan, io mi sarei comportato come lui” continua Miguel stringendo le labbra: “Lo avrei trafitto con una spada e poi… “
“Figurati! Non dire assurdità. Non sei un assassino, Miguel!”
“Che c’entra. Stiamo parlando di guerrieri vissuti migliaia di anni fa e poi, non ti credere. Se ti ammazzassero, non ci penserei due volte a vendicarti”
Jan avverte la rabbia nella sua voce e lo guarda apprensivo.
Miguel sorride avvicinando il viso al suo: “Mi sento molto Achille, in questo momento, Jan. Tu sei il mio Patroclo”
“Semmai, Achille sono io! Lui era più vecchio di Patroclo e con maggiore esperienza”
“Lo sapevo! Sempre il solito. Vuoi essere un semidio, eh?” allunga le mani per fargli il solletico.
Jan si divincola: “Guarda che io sono anche più bello! Sì, potrei anche abituarmi ad essere quasi invincibile”
“Poi sarei io lo sbruffone” Miguel scoppia a ridere tornando alla carica.
“Smettila!”
Miguel obbedisce e Jan ne approfitta avvicinarsi di più “E poi, di che ti lamenti? Anche Patroclo si dice fosse un ragazzo di grande bellezza ed è morto indossando l’armatura di Achille” continua Jan percorrendo i contorni del suo viso con le dita. “Ettore lo ha scambiato per lui”
“Cavolo!” dopo quella rivelazione lo spagnolo resta a bocca aperta.
Jan l’osserva soggiogato. In quel momento gli sembra come un bambino al quale gli raccontano una fiaba e lo sorprende un’improvvisa voglia di stringerlo a sé e coccolarlo.
Si sporge verso di lui, le labbra possono quasi toccarsi. Miguel avverte il suo respiro, lo vede arrossire sotto il suo sguardo.
Gli basta un niente perché bocche si uniscano. Come scottato, Jan si tira indietro: “Miguel, ma…”
“Mi sono immedesimato un po’ troppo” sorride prima di tornare a reclamare le sue labbra.
Quando Miguel approfondisce il bacio, solleticando la lingua con la sua, Jan geme piano, catturandogli il labbro inferiore tra i denti tirandolo leggermente.
“Miguel”
“Chiamami Achille” gli occhi scuri brillano.
“E io sono il tuo Patroclo” sussurra prima di lasciarsi andare tra le sue braccia.
Per quella notte l’Iliade viene abbandonata in favore di più piacevoli occupazioni.
giovedì 27 gennaio 2011
Chi ha paura degli zombi?

Chi ha paura degli zombi?
Pairing: Jan- Miguel
Squadra speciale Lipsia.
Sesta stagione
I personaggi nn mi appartengono
Nell’appartamento risuonano le urla provenienti dal televisore, Miguel giace semi disteso sul divano, sulle gambe un plaid e una ciotola di popcorn. Sulle labbra un sorrisetto divertito e ogni volta che c’è una scena raccapricciante scoppia a ridere. Jan, accanto a lui, è al limite della sopportazione. Detesta gli splatter e sa per certo che l’amico gli ha regalato quel cofanetto di horror solo per fargli uno scherzo, per prenderlo in giro. Sbuffando seccato, incrocia le braccia al petto. Miguel gli porge i popcorn, ma lui rifiuta. In quel momento uno zombie esce da dietro un albero e afferra una ragazza. Jan fa uno scatto cacciando un gridolino tutt’altro che virile.
Due braccia muscolose lo circondano, stringendolo con forza. Avvertendo l’alito caldo di Miguel nell’orecchio, Jan balbetta a disagio: “Che fai?”
“Hai paura, amico mio?” sussurra Miguel sfiorando appena il lobo con le labbra.
“Perché dovrei avere paura di questa cavolata di film?” nega fermamente.
“Hai appena strillato” ghigna lo spagnolo aumentando la stretta.
“Mi ha colto di sorpresa” mormora imbarazzato.
“Non preoccuparti, piccolo, ti proteggo io” lo attira a sé. Jan urta contro il torace di Miguel. “Con me sei al sicuro”
“E smettila di sfottere, Miguel!” si districa dal suo abbraccio. Voltatosi, incontra i suoi occhi scuri e i rimproveri che ha in mente, gli muoiono sulle labbra.
Miguel sorride malizioso: “Non ti devi vergognare, Jan. Mi piace tanto questa tua sensibilità!”
Imbarazzato ma allo stesso tempo pago per le sue parole, Jan distoglie lo sguardo: “Che stupido”. Miguel gli scompiglia i capelli: “Come sei tenero”
“E basta!” gli allontana la mano aggiustando la chioma: “Mi tratti come una ragazzina!” il colorito diventa rosso acceso. Si appoggia allo schienale.
Miguel sogghigna e cingendogli un braccio intorno alla vita lo attira più vicino. Posa il mento sulla spalla: “Ti senti meglio, collega?” la sua voce profonda scuote Jan nel profondo.
Senza attendere una risposta, Miguel gli bacia rumorosamente la spalla sinistra. Nonostante li separi la stoffa della camicia, Jan avverte il calore delle sue labbra.
La bocca di Miguel si sposta pericolosamente verso il collo, lo sfiora con il naso. Qualcosa dentro di Jan si agita e quando bacia la pelle, non trattiene un gemito. Invitando Miguel a continuare, Jan piega la testa di lato.
Risalendo lungo la gola, Miguel gli lascia una scia umida fino a raggiungere un punto particolarmente sensibile dietro l’orecchio lambendolo con la punta della lingua. Una mano di Miguel si avventura sotto la camicia accarezzando gli addominali, giocando con l’ombelico.
L’atmosfera è incandescente, l’eccitazione consuma entrambi. Non riuscendo a resistere oltre, Jan si volta verso di lui. Le labbra si sfiorano, si cercano e quando finalmente si fondono insieme, la stanza intorno a loro sparisce. Jan si perde in quel bacio tanto bramato, sente Miguel gemere. Si volta spingendolo contro la spalliera del divano e senza smettere di baciarlo, gli sale in grembo.
“Ti ho ringraziato per il cofanetto di dvd?” sussurra Jan scendendo a sfiorare il mento.
“Non mi sembra”
“Vorrà dire che lo farò adesso” e torna a reclamare le sue labbra: “Grazie, Miguel”
Ridacchiando Miguel si stende trascinandolo con sé e tappandogli la bocca con la sua.
venerdì 31 dicembre 2010
GF 11 Pietro e Davide
http://luomonellombra.blogspot.com/2010/12/pietro-e-davide-del-grande-fratello-ma.html
Super coccolosi
Super coccolosi
martedì 28 dicembre 2010
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