venerdì 30 luglio 2010

Profusione d'amore

Video super teneroso su Jan e Miguel

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giovedì 29 luglio 2010

Erik: Bad boy

Nuovo Video sul perfido Erik Gehlen di Squadra speciale Cobra 11

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Bienvenido a Miami

mercoledì 28 luglio 2010

Squadra speciale Lipsia in Italia





L’Italia è da sempre un paese aperto all’estero e alle novità televisive provenienti da altri paesi. Non dimentichiamo che la maggior parte dei programmi presenti nel nostro palinsesto televisivo ci arrivano dagli Stati Uniti e altri fanno parte di un format internazionale quale Endemol. Anche la Germania ha sfornato numerosi telefilm che vengono trasmessi anche da noi e dei quali molti hanno avuto un grande successo quali “Derrik” o “Il commissario Rex” e negli ultimi anni anche “Squadra Speciale Cobra 11” con le sue scene colme di azioni mozzafiato, di incidenti e di inseguimenti avvincenti.

In questo cosiddetto report mi preme parlare di un telefilm che è nato in sordina ma che a poco a poco ha acquisito sempre più spettatori: Squadra speciale Lipsia è un telefilm nato nel 2001 e trasmesso dal canale tedesco Zdf, mentre in Italia è arrivato solo nel 2005. Narra la storia di quattro commissari della Squadra omicidi di Lipsia alle prese con criminal pericolosi e senza scrupoli.
A capo della squadra vi è il commissario capo Haio Trautzschke uomo determinato che antepone la giustizia a tutto.
Gli altri uomini della squadra sono:Jan Maybach, padre single e commissario integerrimo e ligio al dovere. Si è trasferito da colonia con il figlio Benny; Ina Zimmermann unica donna del team e Miguel Alvarez, di origini spagnole, attratto dalle donne, impulsivo e amante del suo lavoro, ma con un passato turbolento.
Il telefilm in Italia non ha ottenuto il successo che avrebbe meritato, forse per la mancanza di grandi scene d’azione e di inseguimenti come invece si può vedere in Cobra 11.

Una caratteristica che mi ha molto colpito di Squadra speciale Lipsia è lo spazio dato ai sentimenti, alla caratterizzazione dei personaggi e ai rapporti umani che s’instaurano tra i componenti della squadra come per esempio quello tra Jan e Miguel. Il rapporto che li lega va ben oltre quello tra due colleghi. Sono amici, quasi fratelli e la profondità del sentimento che c’è tra loro si estrinseca nel momento del pericolo. Esempio lampante è l’episodio Senza via d’uscita quando Miguel è introvabile e Jan perde la testa. Fa di tutto per trovarlo e quando scopre dove si trova si butta alla sua ricerca senza attendere i rinforzi rischiando la vita. Lo ritrova ferito, quasi dissanguato e nei suoi occhi si può vedere il dolore. Questo sentimento viene portato alle estreme conseguenze quando Miguel perde la vita. Jan è semplicemente distrutto, psicologicamente fragile e pronto a mollare tutto. Negli episodi successivi si nota il peso di questa perdita, Jan cambia, diventa più cupo, più serio e anche più cinico. Per non parlare della non accettazione dei sostituti del compianto Miguel.
Questo aspetto umano è qualcosa che apprezzo molto nel telefilm, nel quale Miguel non viene dimenticato l’episodio successivo come accade i altri serial, ma la sua presenza resta nel ricordo degli altri protagonisti.


Negli ultimi anni sono nati numerosi gruppi su facebook dedicati a Squadra speciale Lipsia e a i due protagonisti.
Artefici della creazione di blog e pagine facebook:
Jan e Miguel i poliziotti più sexy della tv creata da me http://www.facebook.com/group.php?gid=126104509395&ref=search
blog: http://passionepericolosa.blogspot.com/

Giusi Dottini alla quale dobbiamo il blog: http://squadraspecialelipsiaslash.blogspot.com/

Gruppo dedicato a Squadra speciale Lipsia:
http://www.facebook.com/group.php?gid=126104509395&ref=search#!/group.php?gid=89619879346&ref=ts
creato da Maurizio Specchierla

Giusi ha anche un canale di youtube nel quale è possibile trovare video tratti dagli episodi e creati da lei, mentre nel mio canale si trovano anche video tratti da episodi in lingua originale e fan video creati da me.


Report by Alessandra Giusti

mercoledì 21 luglio 2010

Il terzo incomodo 2 (NC17




Capitolo 2

Personaggi: Gabriel Merz, Marco Girnth, Gedeon Burkhard
Rating: NC17
I personaggi non mi appartengono, la storia e gli avvenimenti sono tutto frutto della mia invenzione o pe meglio dire, mente malata
Un grazie speciale alla mia editor Giusi per la sua pazienza e il suo ottimo lavoro.


Una volta all’interno della suite, Marco si guardò intorno stupito, la produzione non badava proprio a spese per i suoi attori. Oltre ad un salottino, comprendeva un bagno enorme con vasca Jacuzzi e camera completa di ogni confort. Mentre il biondino era distratto a contemplare quel lusso, Gabriel lo afferrò da dietro tirandolo a sé.
“Ora sei tutto mio!” appoggiò il petto alla schiena, baciandogli il collo esposto.
Marco ansimò e voltatosi incontrò le sue labbra. Continuando a baciarlo, Gabriel lo spinse contro la parete. “Quanto mi sei mancato”
“Tu di più” Marco gli sfilò la giacca lasciandola scivolare lungo le spalle.
Gabriel si sbottonò la camicia e Marco lo aiutò a tirarla fuori dai pantaloni.
“Hai messo su anche un po’ di pancetta” pizzicò il rotolino di carne che fuoriusciva “come sei arrapante, Gabri”
“Tu invece hai sviluppato dei pettorali pazzeschi” Gabriel accarezzò il torace attraverso la polo, poi la alzò sfilandogliela dalla testa. Osservò eccitato il fisico scolpito “non mi stancherei mai di ammirarti”
Gabriel lo abbracciò e insieme si diressero nell’altra stanza. Senza smettere di baciarsi si mossero verso il letto. Gabriel lo spinse supino, sovrastandolo con il suo corpo massiccio. La bocca scese a lambire il mento, poi il collo. Marco inarcò la schiena circondando con le braccia lasciando vagare le mani lungo la schiena nuda.
“Gabri” giocherellò con il ciuffo di peli che spiccava sul petto, scendendo poi verso il basso.
“Chiamami Erik”
“Erik come?” aprì il bottone dei pantaloni, abbassando la chiusura lampo. In un attimo fu nudo.
“Erik Gehlen” Gabriel armeggiò con la cinta dei jeans di Marco, liberandolo dall’ultimo impedimento che separava la pelle dalla sua “finalmente!” stendendosi su di lui, gli allargò le gambe con una mano. “Ricordi quando ti ho scopato con forza, quel mattino, a casa mia?” sussurrò Gabriel leccandogli il lobo.
Il pene di Marco ebbe un guizzo e Gabriel continuò: “Non vedo l’ora di ripetere quell’esperienza, dolcezza” catturò il lobo tra le labbra “e di farti godere come non mai”
“Che aspetti!”
“È impaziente il mio cucciolo” Gabriel gli accarezzò un fianco, scendendo a sfiorare la fessura tra le natiche. Quando cominciò a stimolare il suo punto speciale, Marco gemette di piacere e mosse il bacino verso il basso “Non perdere tempo, scopami”
“Arrivo subito!” e senza indugiare oltre, lo penetrò con un colpo di reni. A quell’intrusione Marco si lasciò sfuggire un lamento.
“Come sei stretto, amore” sporgendosi a baciargli il collo, Gabriel si spinse con decisione. Scese a leccargli il petto sudato per poi risalire verso la bocca schiusa. La solleticò con la sua. “Voglio fotterti per bene! Abbiamo tanto da recuperare!”
“Più veloce, è stupendo” per approfondire il contatto, Marco gli agguantò i glutei. “quanto mi è mancato il tuo cazzo!”
“Lo senti quanto ti voglio?” Gabriel si schiacciò con decisione su di lui.
“È stupendo averti dentro di me, amore!” Marco lo attirò in un bacio ardente.
“Sei la mia sgualdrina”
“Sono la tua sgualdrina!” ripeté “Fammi godere! Scopami come solo tu sai fare”
Gabriel sfiorò le labbra con il pollice: “Mi piace quando mi supplichi!”
L’altro lo catturò succhiandolo.
“Sei terribilmente arrapante, amore” gli occhi scuri bruciavano di lussuria. “Voglio farti godere, ancora e ancora”
Marco gli solleticò il dito con la lingua.
Gabriel sussurrò affondando implacabile dentro di lui. Scese a stimolarlo tra le gambe.
“Toccami!” Marco inarcò la schiena e Gabriel obbedì masturbandolo fino a quando non sentì il seme inondargli le dita.
Un ultimo affondo e anche Gabriel raggiunse l’orgasmo, accasciandosi sul suo torace.
“Ah, quanto ne avevo bisogno” Marco gli accarezzò i capelli umidi.
“Tre fottuti mesi, non credo di resistere a vederti ogni tre mesi o quattro” alzò il capo fissandolo “io ti amo Marco, da matti”
“Ti amo anche io, Gabriel e non ho intenzione di rinunciare a te. Saperti lontano, in balìa di un seduttore da strapazzo, come quel Gedeon, mi fa impazzire di gelosia”
“Piccolo” gli posò un bacio delicato sulla spalla “Gedeon è attraente, molto attraente, ma…” sorrise “io amo te”
“Avrei voluto urlargli di starti alla larga perché sei solo mio”
Gabriel sorrise “Per me è solo un collega, forse potremmo anche diventare amici, ma niente di più”
Marco gli accarezzò la nuca disegnando dei piccoli cerchi con le dita.
Gabriel sussurrò “Mi soddisfi ampiamente, non cerco altro”
“Mio dio, è stato davvero stupendo” sentì ritornare l’eccitazione.
“Marco, cucciolo…” si morse la lingua, indeciso se continuare o meno.
“Dimmi”
“Che cosa hai raccontato a Katja per potermi raggiungere?”
L’amante s’irrigidì “Sai che le cose non vanno molto bene tra noi, quindi è stata più che felice di liberarsi di me”
“Mi dispiace non riusciate ad appianare le vostre divergenze”
Marco scosse la testa “Restiamo insieme per nostro figlio, ma siamo due estranei.”
“Che situazione di merda!”
“Temo che se divorziamo, non potrei più vederlo! Sai quanto può essere vendicativa!” si rattristò.
“Quindi sa tutto!” si scansò come scottato.
L’altro annuì. “Quando l’ha scoperto ha fatto una scenata, sembrava impazzita”
“Cazzo! Quella donna mi preoccupa, potrebbe fare qualcosa di avventato”
“Non credo, tesoro” con i polpastrelli percorse i contorni del suo viso. “ma non preoccuparti, io ti amo e solo questo conta”
“Sì, ma…” un bacio lo zittì.
Gabriel rispose con trasporto, ma qualcosa lo turbava. Si allontanò appoggiandogli le mani sul petto “Quando devi ritornare?”
“Lunedì”
“Cosa? Vuoi dire che abbiamo tre giorni tutti per noi?” sgranò gli occhi.
“Sì, amore”
Gabriel urlò di felicità saltando sul letto “Perché non me lo hai detto subito? Credevo di avere solo poche ore da trascorrere insieme”
Marco rise e Gabriel lo attirò in un abbraccio. “Questa sera andiamo a cena fuori, in uno dei locali più ‘in’ di Colonia”


Ore dopo sedevano a un tavolo un po’ appartato. Essendo entrambi famosi, Gabriel desiderava non essere disturbato da qualche fan durante la loro cena. Gabriel portò alle labbra un pezzo di Schnitzel gustandone il sapore eccezionale, era uno dei piatti tipici di quel ristorante. Masticò con gusto, non accorgendosi che Marco lo fissava con un sorrisetto malizioso.
“Ti ho sfiancato, vero?” non riuscendo a tenere le mani a posto, carezzò le dita con le sue.
“Sì, ho una fame da lupi, Marco, ma tu non mangi?” fissò la pietanza pressoché intatta.
“Sono a dieta” rispose senza smettere di sfiorarlo.
“Ancora? Marco, si può sapere che cazzo la fai a fare sta dieta? Hai un corpo perfetto, da sballo” gli prese la mano posandovi un leggero bacio, poi la lasciò andare “Ora, non farti pregare e mangia. Questa notte avrai bisogno di energie”
“Non vedo l’ora” si morse il labbro inferiore “Comunque, per la cronaca, mio caro. Da quando te ne sei andato, ho preso cinque chili”
“È tutta massa muscolare. Resta un po’ con me e vedrai come smaltisci tutto” strizzò l’occhio.
“Non provocarmi, Gabri, potrei anche prenderti in parola” Marco decise finalmente ad addentare la sua cotoletta.
“Buona, vero?”
“Squisita, a Berlino non ne ho mai mangiate di così deliziose” chiuse gli occhi deliziato.
“Te l’ho detto, qui fanno la migliore Schnitzel di tutta la Germania”
“Ora capisco da dove arrivano tutti quei rotolini che ho sentito” Marco si leccò le labbra ripensando alle ore trascorse a letto baciando e mordendo ogni centimetro del suo corpo.
“Stupido” Gabriel sbuffò dandogli un leggero schiaffo sulla mano. Marco la catturò stringendola per un attimo nella sua.
“Disturbo?” fece una voce familiare alle loro spalle.
Alzando la testa, Marco ritirò la mano di scatto. Sgranò gli occhi “Salve”
“Ciao” avanzò di un passo appoggiando le mani sulla spalliera della sedia di Gabriel, il quale si voltò fissandolo sorpreso “Gedeon? Come mai qui?”
“Che domande! Per cenare e poi, questo è un locale molto frequentato. Tutta pubblicità” sorrise “Vi dispiace se mi unisco a voi, ragazzi?” e senza attendere una risposta, prese una sedia dal tavolo dietro al loro e sedette vicino a Gabriel.
“Veramente eravamo…” fece per protestare Marco, ma poi rinunciò limitandosi ad osservare con attenzione il nuovo arrivato: giacca di pelle, dei pantaloni neri e camicia bianca alla quale aveva lasciato i primi due bottoni aperti. Era straordinariamente bello e per un attimo si sentì inadeguato.
Gedeon alzò la mano per richiamare un cameriere, poi posò gli occhi verdi su Marco “Allora, cosa ti porta a Colonia? Solo una rimpatriata con il tuo collega o c’è dell’altro?” fin dal primo momento in cui li aveva visti insieme aveva capito che tra loro c’era qualcosa che andava oltre l’amicizia. Ripensò a quando, solo tre anni prima si era ritrovato a girare un episodio di Soko e all’attrazione che aveva provato per Marco. Avrebbe voluto sedurlo, ma quando aveva visto il suo amore nei confronti della moglie, aveva desistito. Sospirò, era diventato ancora più bello.
“Avevo un paio di giorni liberi e ho pensato di venire a Colonia, ma non credevo di trovare anche te qui” rispose Marco.
“La vita è strana, non trovate?” spostò lo sguardo su Gabriel, gli era talmente vicino da poterlo sfiorare. Annusare il suo profumo muschiato glielo fece rizzare “Ci si ritrova a lavorare con persone che non vedi da anni. Sai, Gabri, sono molto felice di avere la possibilità di girare di nuovo con te”
Gli appoggiò la mano sulla coscia facendolo scattare leggermente.
Gabriel gliela scansò senza che Marco potesse accorgersene “Anche io, il tuo personaggio, poi, è molto interessante”
“Sì, oscuro, quasi quanto il tuo”
Il cameriere si avvicinò per prendere l’ordinazione di Gedeon: filetto al pepe verde e uno strudel.
“Quanto ti trattieni?”
“Un paio di giorni” Marco sorseggiò il vino seccato, trovava il bavarese alquanto invadente.
“Grandioso, una sera di queste vi porto in un locale che conosco”
La cena arrivò “Avevo una fame” dichiarò Gedeon tuffandosi affamato “Dovete ordinare lo strudel, è ottimo, l’ho già preso. Pensate che lo accompagnano con la panna e il gelato”
“Per carità” commentò Marco inorridito.
“Perché?” Gedeon era stupito.
“Perché sono a dieta”
“Tu?” scoppiò a ridere “Ma ti sei visto? Gabriel non gli dici nulla?”
L’interpellato alzò le mani in segno di resa “Non mi ascolta, è una testa dura. Io gliel’ho detto che ha un fisico pressoché perfetto”
“Dovresti ascoltarlo” la mano di Gedeon ritornò prepotentemente a sfiorargli la coscia.
Gabriel fremette quando questa risalì disegnandogli dei piccoli cerchi, ormai non c’era più alcun dubbio: Gedeon stava cercando di sedurlo e oltretutto, sotto gli occhi di Marco. Le dita si posarono per un attimo sul pacco tra le gambe.
Gabriel la scansò imbarazzato, il suo colorito era diventato sul rosso pomodoro. Per fortuna Marco, impegnato a mangiare la sua insalata, non si era accorto di nulla. Lanciò a Gedeon un’occhiataccia, ma lui gli rivolse un sorrisetto malizioso.
Improvvisamente si alzò in piedi “Scusatemi un istante” e si diresse verso la toilette.
Marco restò in silenzio e Gabriel si rese conto che qualcosa che lo turbava “Che hai?”
“Niente”
“Dai, parla!” insistette Gabriel.
“Gedeon è troppo importuno”
“Non pensare a lui, ho un programmino per dopo, dolcezza, vedrai” gli catturò nuovamente la mano accarezzando il dorso con la punta delle dita.
“Non vedo l’ora, che hai in mente?”
“Io, te e un letto” sussurrò Gabriel
In quel momento gli vibrò il cellulare nella tasca segnalando che era arrivato un messaggio. Lo prese, il numero sul display era sconosciuto. Lo lesse a mente “Però, non pensavo fossi così ben dotato. Toccandotelo mi si è rizzato subito. Se mi raggiungi, ti faccio vedere"
Gabriel impallidì spalancando la bocca, Marco si sporse in avanti per leggere, ma lui si affrettò a eliminarlo.
“Di chi è?”
“Una delle mie tante ammiratrici” ammiccò chiudendo lo sportellino del cellulare e riponendolo nella tasca.
“E come mai hanno il tuo numero?”
“Vallo a sapere” fece spallucce.
“Ti fanno proposte oscene?” scoppiò a ridere.
“In un certo senso” si agitò nervoso sulla sedia vedendo che Gedeon non ritornava.
Mentre l’ospite era via, arrivò anche il suo strudel. Gabriel si leccò le labbra e ne curioso di assaggiarlo, ne ordinò uno uguale,
“Tu sei pazzo a farti tentare da tutti questi dolci”
“Amore, ti preoccupi troppo” gli porse il cucchiaino con un pezzo di dolce “sta zitto e mangia!”
“Ma…” quando vide lo sguardo risoluto del compagno, obbedì aprendo la bocca.
“Allora?” domandò Gabriel.
“Ottimo” masticò chiudendo gli occhi “celestiale”
“Non sai che voglia di scoparti mi hai fatto venire” ridacchiò “mi arrapa vederti mangiare”
“Gabri, che dici? E se ci sentono?”
“E chi?” si portò alle labbra un pezzo di strudel “Non ci sente nessuno se siamo prudenti”
Gedeon ritornò al tavolo “Scusate, telefonata urgente”
“Intanto il tuo dolce è arrivato e ne ho ordinato uno pure per me” comunicò Gabriel.
“Buono, vero?”
“Sì, anche se non dovrei, mi sono alquanto appesantito” Gabriel si sfiorò la pancia.
“Già oggi hai parlato di pancetta e stronzate del genere. Sei in gran forma e anche tu, Marco. Ora, finiamo questo delizioso strudel e poi, tuffiamoci nella vita notturna di Colonia” strizzò l’occhio al biondino.
“Veramente, pensavamo di tornare in albergo a riposare” intervenne Marco.
“Così presto?” sulle labbra del bavarese apparve un sorrisetto.
“Sono molto stanco, Gedeon, sarà per un’altra volta” replicò Marco lanciando una fugace occhiata al suo compagno.
“La notte è giovane, ragazzi” appoggiò una mano sul braccio di Gabriel “ e va bene, non insisto ma, Gabriel devi promettermi che una sera di queste verrai con me in un locale che conosco”
“Te lo prometto!” Gabriel abbozzò un sorriso, ma il suo tocco lo turbava.
Gedeon insistette per pagare il conto per tutti e tre, poi insieme uscirono all’aria fresca. Marco inspirò felice di non trovarsi più al chiuso.
“Siete sicuri di non voler venire?” si accese una sigaretta, poi con la mano fermò un taxi che stava passando.
I due annuirono, Gedeon attirò Gabriel in un abbraccio “Se cambi idea sai dove trovarmi”
A quelle parole ebbe un fremito, ma cercò di fare finta di niente “A domani”
“Ciao, Marco” strinse anche lui tra le braccia, poi s’infilò nel taxi.
Una volta soli, Marco gli prese la mano “Andiamo, amore”
“Taxi?”
“No, camminiamo” gli occhi azzurri brillavano.
Gabriel annuì e insieme s’incamminarono verso l’albergo.