domenica 28 marzo 2010

L'ultima scena capitolo 4 (vm 18)



Capitolo 4


Pairing: Gabriel Merz - Marco Girnth
Rating: NC17
Spoiler: Sesta stagione di Squadra speciale Lipsia
Questa storia è completamente frutto della mia immaginazione e non c’è niente di vero.

La luce filtrò dalle finestre colpendo il viso di Marco. Riaprì gli occhi stiracchiandosi, e fu allora che ricordò di avere qualcuno accanto. Sorrise, non aveva sognato nulla. Strisciò verso Gabriel, era steso sulla pancia con le braccia sotto il cuscino. Scostò il lenzuolo e lo baciò dietro la nuca.
Lui si mosse leggermente, senza svegliarsi, poi scese lungo la schiena posando una scia di piccoli baci.
Lo udì mugugnare. Era un invito a continuare.
Lo accarezzò con la punta della lingua strappandogli un lamento. Adorava il sapore della sua pelle, non si sarebbe mai stancato di gustarlo.
“Marco” gemette Gabriel, la testa era ancora affondata nel cuscino “non ti fermare”
“Ti ho svegliato?” gli domandò senza smettere la sua dolce tortura.
“Secondo te potrei mai dormire con questo trattamento?” si voltò a guardarlo.
Gli occhi neri incontrarono i suoi “A cosa devo tutto questo?” sorrise.
“Deve esserci per forza una ragione?” risalì con le labbra fino al collo “Eri così invitante, non ho resistito”
Mordicchiò il lobo “Questa notte è stata stupenda, Gabri”
“Non ne ricordo una migliore” Gabriel si girò, i loro visi si sfiorarono “Vorrei fosse ancora buio”
“Perché?”
“Per non dovermi alzare da questo letto” circondò la vita con un braccio “non mi va di andare sul set”
“Cazzo!” imprecò Marco “Che ore saranno?”
“Non preoccuparti, è presto” controllò la sveglia, erano solo le otto “Restiamo ancora qui, abbracciati. Lasciamo il mondo fuori”
“Mi ricordi sempre più Miguel Alvarez, Gabri” lo rimproverò.
“Mi pare il minimo, l’ho interpretato per cinque anni” replicò l’altro “ormai me lo sento addosso come una seconda pelle”
“Scansafatiche come lui” ridacchiò il biondo.
“Come osi?” lo spinse contro il materasso. Gli sedette in grembo “Ritira subito quello che hai detto!”
“No, è vero!”
“Brutto…” gli si pressò contro.
“Che vuoi fare, ora?” lo guardò con lussuria.
“Sei un insolente” Gabriel si sporse verso di lui baciandolo con ardore “dovrò punirti”
“Sì” ridacchiò “e come?”
“Vedrai, tesoro” gli bloccò le braccia dietro la testa. Lo baciò ancora catturandogli il labbro carnoso con i denti “ti farò impazzire”
“Gabri” ansimò inarcando la schiena.
“Lasciati andare, amore” scivolò tra le gambe allargandole con le sue “voglio scoparti, ancora e ancora”
“Anche io, ma…”
“Nessun ma” replicò “questi momenti sono preziosi e non voglio sprecarli”
Tornò a baciarlo, ma proprio in quel momento un cellulare squillò da qualche parte nella stanza.
“Dannazione” imprecò Gabriel “chi cazzo è che rompe a quest’ora?”
“Deve essere il mio” Marco allungò una mano per prendere il telefonino dalla tasca dei pantaloni.
“Potevi anche spegnerlo”
“Pronto?” rispose, poi impallidì “Ciao, tesoro”
Gabriel represse un moto di stizza, era sua moglie.
“Sì, mi sei mancata anche tu”
“Stronzo” sibilò il moro a bassa voce, poi ghignò.
Gli avrebbe giocato un bello scherzetto. Lasciò scivolare la mano tra le gambe accarezzando l’interno coscia.
Marco fremette fissandolo sconvolto. Che stava combinando? Gabriel continuò a salire. Sfiorò lo fessura tra le natiche, mettendo a dura prova la pazienza del suo amante.
Era deciso a farlo impazzire di piacere. Disegnò dei cerchi evitando di proposito l’apertura. Nei suoi occhi lesse desiderio e sorrise. Spinse l’anulare all’interno.
Marco gemette, chiudendo gli occhi.
Gabriel mosse il dito dentro e fuori, senza sosta.
“Io? Mi sto preparando per andare sul set”
Gabriel ridacchiò nel sentirgli accampare le scuse più assurde. Continuò la sua tortura, Marco era così invitante in quella posizione, con le gambe aperte e la fessura tra le natiche ad un soffio dal suo viso. Estrasse il dito. Gli alzò leggermente le gambe, avvicinando le labbra. Lo sfiorò con la lingua. Marco inarcò la schiena, poi lo fissò con gli occhi sgranati. Stava davvero superando il segno, quell’insolente.
Leccò, prima lentamente, poi sempre più veloce. Voleva farlo venire con la bocca. Si spinse all’interno, lo sentì irrigidirsi. Sorrise.
Intanto Marco aveva ancora il cellulare appoggiato all’orecchio. Le gote erano arrossate e le palpebre socchiuse per il piacere “Mi ha ospitato Gabriel per la notte, tesoro. Te lo saluto, certo. Sì, glielo dirò”
Gabriel alzò la testa sentendo pronunciare il suo nome, poi ricominciò a premere dentro e fuori la lingua. La mano circondò il membro ormai in erezione. Cominciò a masturbarlo con impegno.
Marco si morse il labbro inferiore “Amore, ora ti lascio. A stasera, ciao” la salutò prima di chiudere la comunicazione.
“Brutto…” sibilò lanciando il cellulare sul letto “Era Katja, sei forse impazzito?”
Gabriel rise “Vuoi dire che non ti piace?”
“Non è questo il punto”
“E qual è il punto?” domandò senza smettere di toccarlo.
“Che stavi per farci scoprire” la voce gli venne meno per un istante “Cazzo, Gabri, non smettere”
Lo accarezzò sempre più velocemente fino a quando non spillò il seme sul suo torace.
Ansimò “Sei un cialtrone”
Gabriel risalì lungo il suo corpo e lo baciò “Nemmeno un grazie?”
“Grazie” non riusciva ad essere arrabbiato con lui.
“Prego” ridacchiò “Cosa voleva la mogliettina?”
“Salutarmi” rispose cercando di riprendersi dall’orgasmo.
“E ha interrotto la nostra…” s’interruppe per un istante “ginnastica solo per salutarti?”
“Sì”
“Sarà, ma secondo me, voleva controllare se avevi l’amante”
“Stupido” gli sferrò un piccolo scappellotto dietro la nuca.
“Ahi, da quando sei così manesco?”
“Gabri, si sta facendo tardi, dobbiamo alzarci” Marco era sempre ligio al dovere.
“Voglio restare qui, con te. Non sono pronto a lasciarti andare via e a tornare alla realtà” gli circondò la vita con un braccio.
Marco sospirò e si lasciò andare “Che bella sensazione. Peccato ci siano solo due giorni per girare insieme prima che te ne vada” mormorò tristemente.
Gabriel non replicò e l’altro proseguì “Presto sarà tutto finito”.
Queste parole provocarono una reazione violenta nell’altro “Che vuoi dire?”
“Che tra pochi giorni tu lascerai Soko e…”
“E cosa?” gli occhi erano sgranati.
“Perché reagisci così?” non comprendeva il motivo per cui si stesse scaldando tanto.
“Come dovrei reagire? Stai dicendo che quando termineranno le riprese tra noi sarà tutto finito”
“Cosa? Stai forse scherzando? Io mi riferivo al lavoro. Davvero pensi di liberarti di me solo perché non gireremo più insieme?”
“Sei un pessimo bugiardo, Marco. Ho capito benissimo come stanno le cose” Gabriel fece per sgusciare via, ma lo fermò.
“Non hai capito niente, invece” voleva spiegargli che c’era stato un malinteso, ma lui non sembrava propenso ad ascoltarlo.
“Vado a fare una doccia” scattò giù dal letto, ma Marco gli bloccò un braccio “No! Dobbiamo parlare!”
“E di cosa?” lo strattonò liberandosi.
“Di noi, di questo” rispose triste “perché reagisci così?”
“E come dovrei reagire? Sorridere, mentre tu ritorni alla tua vita come se niente fosse accaduto?” era arrabbiato, ma allo stesso tempo, deluso.
“Non fare così” lo raggiunse “Hai frainteso, zuccone”
“Non credo proprio. La tua vita andrà avanti anche senza di me e la telefonata con Katja ne è la prova”
“Gabri, io…” non seppe come continuare. Provò una fitta in pieno petto.
Gabriel lo fissò con rabbia, poi lo spinse sul letto con forza.
“Cosa cavolo fai? Sei forse impazzito?” gli occhi azzurri erano sgranati.
In un attimo Gabriel fu su di lui attaccandogli la labbra. Lo baciò brutalmente, ficcandogli la lingua fino in gola.
Marco gemette, rispondendo con ardore. Il cuore gli batteva all’impazzata, non l’aveva mai visto così aggressivo.
Con una mano Gabriel gli allargò le gambe “Voglio scoparti” la bocca lambì il mento leccandolo e succhiandolo.
Marco ansimò, mentre Gabriel affondava il viso nel suo collo mordicchiandolo “Ti voglio da morire”
“Anche io” le braccia si strinsero intorno alle spalle.
Le labbra si incontrarono di nuovo dando il via ad un bacio appassionato. Gabriel lo penetrò con violenza.
Marco si lasciò sfuggire un grido, subito l’amante gli tappò la bocca con la sua.
Si mosse con decisione fino a fargli toccare il paradiso, con ogni affondo. Marco gli afferrò le natiche con entrambe le mani attirandolo maggiormente a sé. Il piacere che provava era immenso, lo sentiva possente dentro di sé. Gabriel era implacabile, il letto cigolò sotto il loro peso.
“Scopami! Più forte!”
L’altro obbedì aumentando la potenza dei colpi. Marco allacciò le gambe alla vita di Gabriel per agevolare la penetrazione. In estasi, ripeté il suo nome senza sosta. Gocce di sudore imperlavano i corpi dei due amanti e le labbra erano socchiuse.
Marco, all’ennesimo affondo, inarcò la schiena. Raggiunse l’orgasmo con un grido soffocato, Gabriel lo seguì subito dopo. Si accasciò senza forze sul suo petto. Il cuore batteva come impazzito. Era stato stupendo e si era un pò pentito di averlo preso con la forza, ma l’esperienza si era rivelata piacevole per entrambi.
Gabriel alzò la testa guardandolo con amore, ma anche con rimorso, forse la rabbia aveva preso il sopravvento “Scusa”
Marco gli sfiorò le labbra disegnandone i contorni “Dovevi essere per forza così violento?”
“Non so cosa mi sia preso”si giustificò “ma ti è piaciuto, non è vero?” lo provocò mordicchiando il dito
“Mi piace tutto quello che mi fai, Gabri” negli occhi una strana luce.
A quelle parole lui lo baciò spingendo la lingua all’interno. Il cervello smise di formulare pensieri coerenti e Marco si lasciò andare a quel bacio così coinvolgente.
Si staccarono per mancanza d’aria, Gabriel divenne improvvisamente serio “Sono un idiota per aver reagito in quel modo prima.”
“Tu sai quanto tengo a te” accarezzò una guancia “l’ultima cosa che voglio è troncare i nostri rapporti”
“Sei sposato” la sua voce fu quasi un sussurro “e io…quasi”
Marco abbassò la testa e il senso di colpa crollò su di lui come un macigno “Hai ragione. Mi sento un verme nei confronti di Katja, ma…” tornò a guardarlo “quello che provo quando sono con te è qualcosa che non riesco a controllare”
“Ti faccio impazzire di piacere, vero?” scherzò per sciogliere la tensione che si era creata.
“Stupido” sferrò uno scappellotto dietro la nuca.
“Dai, ammettilo!” insistette “Con me godi senza sosta” si piegò verso il petto. Posò una scia di piccoli baci.
Marco ansimò “Gabriel”
“Lasciami solo il tempo di recuperare e vedrai…” si morse il labbro inferiore.
“Sei insaziabile”
“Con te, sempre” leccò le gocce di sudore, assaporandone il gusto salato “non mi alzerei mai da questo letto”.
“Mi sento così bene tra le tue braccia” lo abbracciò lasciando scivolare le dita lungo la schiena nuda “non vorrei tornare alla realtà”.
“Marco? Ricordi la scena della morte di Miguel?”
“Come dimenticarla” rabbrividì “è stata la più difficile da girare”
“Le tue lacrime…”
“Erano vere” ammise.
Gabriel lo guardò incredulo, ma non replicò. Marco scosse la testa “Non chiedermi nulla”
Il cellulare squillò di nuovo rompendo quell’atmosfera ovattata e intima.
“Diamine, ma perché non lo spegni questo dannato aggeggio?”
Marco afferrò il telefonino. Rispose “Pronto? Sì, stiamo per arrivare”
“Tipico” mormorò Gabriel, doveva trattarsi della produzione.
“Non abbiamo sentito la sveglia” si giustificò
“Eravamo impegnati a scopare” mimò Gabriel.
“Dieci minuti” dichiarò Marco schiaffeggiandolo leggermente su una natica con la mano libera.
“Venti” lo corresse l’altro.
“Venti” ripeté Marco all’apparecchio, scuotendo la testa.
“Va bene, ciao” e chiuse la comunicazione.
“La prossima volta, spegnilo!” lo rimproverò.
“Dai, dobbiamo alzarci”
Gabriel sbuffò, ma a malincuore uscì dal tepore del letto e del corpo dell’amante e si diresse in bagno. Un attimo dopo la testa fece di nuovo capolino “Forse se facciamo la doccia insieme perderemo meno tempo”
Marco scoppiò a ridere, dopo un istante scattò in piedi e lo raggiunse.

1 commento:

giusi-poo ha detto...

Adoro il risveglio. Sono così dolci e complici. La scena di sesso mentre Marco al telefono con la moglie è troppo hot, che la parola hot non descrive a sufficente. Non calore ma fuoco vero!!! L'apoteosi della sensualità è Marco che si lascia prendere con la forza da un Gabriel a metà strada tra l'arrabbiato e l'eccitato, poi però vince l'eccitazione. Che coppia da sballo *____*