domenica 8 marzo 2009

Il poeta della porta accanto 12

Ore dopo Alex giaceva tra le braccia del suo amante, gli accarezzava i capelli e gli sussurrava paroline dolci all’orecchio. Si meravigliò di se stesso, non era mai stato romantico o sdolcinato , ma con William era tutto diverso, si sentiva un altro uomo. Il suo poeta biondo riusciva a far uscire il meglio di sé.
“Sai, non è giusto”esclamò improvvisamente il biondo facendolo scattare.
Alex si voltò a guardarlo stupito, non capiva a cosa si stesse riferendo.
“Tu sai tutto della mia vita, mentre io non conosco nulla di te”continuò mettendo il broncio.
“Stupido”lo rimproverò “io chissà a cosa pensavo”
William ridacchiò e Alex lo fulminò con lo sguardo “Sei un cialtrone”
“No, sei tu che sei misterioso”
“Misterioso? No, la mia vita è noiosa, non c’è niente da dire”s’irrigidì leggermente.
“Alex”lo riprese “cosa c’è? Sai che puoi dirmi qualunque cosa”
Il moro sospirò e abbassando la testa “Sai, la mia famiglia non è quella che si può definire calorosa o affettuosa”
“Che intendi?”
“Che mio padre mi picchiava e mia madre mi ignorava”
William sgranò gli occhi “Cosa?”
“Beveva e quando era su di giri mi prendeva a cinghiate”continuò con freddezza, quasi come se non si trattasse della sua vita, ma quella di qualcun altro “poi è andato via di casa, quando ero quindicenne e da allora non l’ho più visto e sai che ti dico? Meglio così”
“Come poteva picchiarti?”
“Per lui non ero all’altezza di essere suo figlio, ma non mi sono mai chiesto i motivi per cui lo faceva. Cercavo di stargli tra i piedi il meno possibile”continuò a raccontargli.
“E tua madre? Non lo fermava?”era sconvolto, non l’avrebbe mai creduto.
“No, era succube anche lei, ma io continuo a pensare che non le importasse nulla di me”
“No, non dire così, amore”intervenne “non posso credere che non le importasse di suo figlio”
“Non lo ha mai fermato e mi ha spesso ignorato. Non le è importato neanche quando sono partito per New York”dichiarò agitato “anzi, sai che cosa penso? Secondo me ne è stata sollevata”
“Sei così severo e cinico”
“Sono realista, ma non mi va di parlarne, Will”lo guardò implorante.
“Certo, parlami delle tue amiche”sulle labbra apparve un sorrisetto.
Alex si rilassò e ridacchiò “Sarah e Jane”
“Le due ragazze della foto, vero?”
“Sì, le mie migliori amiche. Abbiamo frequentato il college insieme, le ho conosciute a New York”
“Dove sei nato? Credevo fossi di New York”
“No, nel New Jersey”lo corresse “Sarah era bellissima, mi sono innamorato di lei a prima vista, ma per lei ero solo un amico”
“Povero piccolo, come ha potuto respingere un bocconcino come te?”lo attirò su di sé “deve essere matta”
“Aveva altri gusti, le piacevano i giocatori di football”
“Beh si, ha ragione, quelli sono attraenti, ma senza cervello”commentò “io preferisco che abbiano qualcosa da dire oltre ad un fisico perfetto”
“Davvero?”gli occhi gli brillavano “Ancora non capisco cosa ti attrae di me, Will”
“Non lo capisci?”
Scosse la testa facendo il broncio e William allacciò le gambe ai suoi fianchi “Sei bello, dolce, intelligente, sensuale, altruista e…”fece finta di pensarci su.
“Continua ad elencare le mie doti, amore, io ti ascolto”si sporse in avanti e gli appoggiò le labbra sul petto baciandolo lentamente.
William inarcò la schiena e ansimò “Non è leale, non riesco a ragionare se mi baci così”
“Dovresti conoscere le mie doti anche senza pensare”insistette con la sua tortura.
“Sei maligno”
“Lo so, ma tu sei troppo appetitoso”scese a solleticargli l’ombelico infilando la lingua all’interno.
“Cazzo, Alex”imprecò, lo stava davvero facendo impazzire “sei un vero talento e con un altro po’ di pratica diventerai un dio del sesso”
“Pratica? Eh? Non aspetto altro”
“Non sei ancora sazio? Non mi hai dato tregua tutta la notte”protestò il biondo.
“E tu? Non dirmi che sei già stanco di me”
“Di te? Mai!”garantì.
“Bene, perché ho intenzione di restare con te, per sempre”gli promise Alex alzando la testa e guardandolo fisso negli occhi.
Le labbra del biondo si aprirono in un sorriso, il cuore sembrò esplodergli nel petto, quelle parole erano la cosa più bella che avesse mai sentito.
“Lo pensi davvero? Oh, Alex, sapessi quanto ti amo”lo tirò a sé baciandolo con passione.
“Ti amo anche io”gli sussurrò tra le labbra prima di affondare in lui.
I raggi del sole filtrarono nella stanza illuminandola e strappando i due amanti da quel momento di passione che li aveva colti.
“È giorno”brontolò William contrariato, sapeva che sarebbe dovuto andare via.
“Mi stai cacciando?”
“Mai”replicò “se dipendesse da me ti tratterrei qui per sempre”
“Cosa penserebbero i vicini se mi trasferissi qui?”domandò Alex riflettendo.
William gemette, aveva davvero detto quelle parole? No, doveva essere frutto della sua immaginazione, sarebbe stato troppo bello.
“La signora Pattinson impazzirebbe”continuò il moro senza rendersi conto del turbamento causato nel suo compagno.
“Stai dicendo sul serio, Alex?”lo costrinse a guardarlo.
“Era solo un’idea, ma pensandoci meglio credo non si opportuno”ci pensò su, avrebbero provocato un vero e proprio scompiglio nel quartiere e non voleva causare problemi a William e alla sua carriera.
William si rattristò, se l’era già rimangiato “A te piacerebbe vivere qui?”gli domandò a bruciapelo.
“Certo che mi piacerebbe, ne dubiti? Vorrei potermi svegliare ogni mattina con te accanto, fare l’amore quando ci va e non dover dare conto a nessuno, ma mi rendo conto che non è possibile, non senza delle conseguenze per te e per la tua carriera e io non voglio nuocerti, amore”
“Chi se ne frega”replicò il biondo “io voglio stare con te e non mi interessa l’opinione della gente”
“Dovrebbe interessarti, invece”protestò.
“Perché? Ho già ricominciato daccapo nella mia vita dopo Ian e se questo significa stare con te, allora, non mi importa, lo rifarò di nuovo”
“Oh, Will”lo abbracciò con trasporto “cosa ho fatto per meritare un uomo come te?”
“Sei stato te stesso”
“Cazzo”imprecò all’improvviso.
“Che c’è ora?”
“Amber”mormorò.
“Cosa c’entra lei? Alex, a volte non ti capisco. Stai con me, ma pensi a lei?”
“No, non è questo. È solo che sta per partire”
“Ah”sussurrò rattristandosi “vuoi andare da lei?”
Alex sembrò combattuto, in fondo, era stata la sua fidanzata per tanto tempo, non poteva lasciarla partire senza dirle addio e poi, che avrebbe detto se lo avesse visto uscire da questa casa nel momento in cui stava per partire? Non poteva permettere che andasse via senza dirle la verità, era arrivato il momento di essere sinceri.
“Devo raccontarle di noi, Will”dichiarò infine.
“Devi?”alzò un sopracciglio.
“Sì, non sopporto di tenermi dentro tutto questo, ha diritti di conoscere la verità”gli spiegò.
“Sta partendo, amore, uscirà per sempre dalle nostre vite, cosa importa?”
“A me importa, non mi va di lasciarla partire senza raccontarle la verità”insistette.
William sospirò e si districò dal suo abbraccio “Come vuoi, è una decisione che devi prendere tu”
“Grazie”si alzò dal letto e cominciò a rivestirsi.
William l’osservò con attenzione, poi si voltò dall’altra parte, non voleva che andasse via, ma non poteva dire o fare nulla per fermarlo.
“Will?”lo chiamò.
“Sì?”mormorò senza voltarsi.
“Sei arrabbiato?”
“No”mentì “corri da lei prima che sia tardi”
“Sento che sei incazzato”insistette.
William non replicò e Alex rassegnato decise di lasciare perdere, avrebbero risolto in un secondo momento.
“Torno dopo”gli promise prima di uscire dalla stanza.
“Non mi troverai, ho lezione, ricordi? Ho un lavoro”c’era sarcasmo nella sua voce.
Alex corrugò la fronte, era incazzato e si sentì un idiota per aver rovinato quell’atmosfera così romantica.

1 commento:

giusi-poo ha detto...

Momento molto dolce il risveglio degli innamorati soprattutto se hanno passato la notte scop** emh, volevo dire: facendo l'amore... però il mattino arriva e Alex deve correre da Amber... sento aria di confessione shock =_=