mercoledì 12 agosto 2009

Gelosia

Una fic su una delle coppie più hot della tv.
Jan-Miguel
Squadra speciale Lipsia
Questa fic è interamente di mia invenzione.


Miguel si fermò all’esterno del locale e volse lo sguardo verso il suo collega e represse una risata, Jan indossava un paio di pantaloni di pelle nera e una canottiera trasparente anch’essa nera. Abbassò poi lo sguardo e sospirò, lui non era conciato di certo meglio, i jeans che era stato costretto ad indossare erano talmente aderenti che non riusciva quasi a camminare e la maglietta era così stretta da non lasciare quasi nulla all’immaginazione.
“Jan, ripetimi un’altra volta perché dobbiamo farlo?”la sua voce era angosciata.
“Perché dobbiamo scoprire chi ha ucciso quei due ragazzi gay all’uscita di questo locale e l’unico modo per farlo è questo”
“Ma mi sento ridicolo”protestò guardandolo con i suoi grandi occhi neri da cucciolo.
“Anche io, Miguel, ma non possiamo farci nulla”lasciò vagare lo sguardo lungo il suo corpo e si sentì seccare la bocca “e poi, ti stanno bene questi jeans, ti fanno un bel fondoschiena”
“Idiota!”replicò
“Dai, vieni qui”Jan gli porse un braccio.
“Che c’è?”alzò un sopracciglio.“Dobbiamo sembrare una coppia, no? Hajo ci ha detto di comportarci da coppia e allora, vieni qui e dammi la mano” Jan gli spiegò quello che dovevano fare.
“Okay”ubbidì, strinse la mano del suo compagno e provò una corrente elettrica lungo la schiena “ma non funzionerà, sembriamo tutto tranne che una coppia gay, Jan”
“Non essere così negativo, vedrai che la berranno, basta che tu sia credibile”
“Ti odio”sibilò Miguel.
Jan scoppiò a ridere e gli strinse maggiormente la mano.
Entrarono nel locale, non era molto affollato per essere un venerdì sera, al bancone c’erano un paio di ragazzi, al centro della stanza varie coppie ballavano abbracciate e seduti ad un tavolo in fondo alla sala c’era un gruppo di quattro giovani completamente vestiti di pelle.
Si voltarono verso i nuovi arrivati e gli lanciarono degli sguardi interessati, forse la copertura avrebbe funzionato. Presero posto ad un tavolo poco distante, uno accanto all’altro e si guardarono intorno.
“Non mi sembra di vedere tipi sospetti”sussurrò Miguel.
“Anche il più innocuo potrebbe essere l’assassino”gli occhi blu si puntarono su un tipo al bancone, sulla trentina, con i capelli neri e gli occhiali. Sembrava stonare con il resto dei clienti del locale e ogni tanto si voltava a guardarli.
“Pensi che…?”anche Miguel cominciò a scrutarlo per scorgere ogni comportamento ambiguo.
“Non lo so”
“Ti va di bere?”negli occhi scuri dello spagnolo apparve una strana luce e senza attendere una risposta, si alzò in piedi e si diresse verso il bancone.
Si appoggiò con i gomiti e si sporse verso il barista, un giovane sulla ventina, molto carino, con numerosi piercing sul viso e due occhi blu che gli ricordarono quelli di Jan.
“Ciao”gli sorrise il giovane.“Ciao, senti, mi daresti due birre?”
“Come le vuoi?”gli sfiorò un braccio con le dita.
“Scure”resistette all’impulso di scansarsi.
“Come ti chiami? E quel biondino è il tuo ragazzo? Davvero bello, ma io preferisco i mori come te, non sei d’origine tedesca, vero?”il giovane lo tempestò di domande, mentre il tipo sospetto restava in silenzio, con lo sguardo fisso sul bicchiere davanti a sé.
“No, spagnola. Sono Miguel e lui…”si morse le labbra e si voltò verso Jan e si rese conto che li fissava con una strana espressione “è Jan”
“Piacere di conoscerti, Miguel, io sono Franz”riempì i boccali con la birra e glieli porse “vuoi dell’altro?”
“No, per ora, niente, grazie”gli sorrise e presi i boccali ritornò al suo tavolo.
Jan teneva la schiena appoggiata, la testa bassa e le braccia incrociate al petto, gli sedette di fronte questa volta e lo guardò “Che hai?”
“Niente”prese il boccale e lo portò alle labbra bevendo un lungo sorso di birra.
“Sarà, ma mi sembri strano”Miguel bevve e volse lo sguardo altrove, il tipo era andato via “chissà se sapeva qualcosa”
“Forse”
“Il barista non ti stacca gli occhi di dosso, Miguel”continuò a sorseggiare la birra.
“Davvero? Non me ne ero accorto”
“Perché sei ingenuo”l’amico scosse la testa.
“Vorrà dire che sono credibile come gay, pensi che dovrei approfittarne per indagare?”fece un sorrisetto maligno.
Jan impallidì leggermente, che aveva intenzione di fare?
“Ho voglia di un’altra birra”ridacchiò e si alzò diretto verso il bancone.
Il biondo lo fissò incredulo, voleva davvero provarci con quel tipo. Non riusciva a crederci. Scolò la sua birra, poi fissò Miguel, era appoggiato al bancone e flirtava con il barista e scosse la testa, era davvero incredibile.
“Vuoi un’altra di queste?”domando il giovane facendo gli occhi dolci al poliziotto infiltrato che gli era davanti.
“Sì, una per me e una per il mio…”
“Ragazzo?”concluse al suo posto.
“Sì”fremette nel sentirlo chiamare in quel modo, non ci aveva riflettuto fino a quel momento, non erano molto credibili come amanti, a parte i battibecchi, tra loro non c’era stato nulla che lo dimostrasse.
“Cosa vi porta qui?”
“Un amico ci ha parlato di questo locale”inventò alzando le spalle “sembra niente male”
“Sì, peccato siano successi vari incidenti, ma è una croce che dobbiamo portare”gli spiegò il giovane riempiendo i boccali e porgendoglieli.
“Di che incidenti parli?”bevve un sorso, poi si leccò le labbra.
Il giovane Franz puntò gli occhi sulla sua bocca e ansimò leggermente “Due ragazzi sono stati aggrediti, nel vicolo fuori il locale”
“Cristo”imprecò.
“Sì, ci hanno rimesso le penne, erano talmente pesti che non ce l’hanno fatta”
“Cazzo, non si è scoperto chi è stato?”domandò Miguel fingendosi sorpreso.
“No”scosse la testa, poi si avvicinò maggiormente a lui sforandogli l’orecchio con le labbra “ma non parliamo di queste brutture, senti, perché non ti liberi di lui e vieni a casa con me, questa notte?”
Miguel fremette e si scansò “Ne sono lusingato, ma devo rifiutare, sono un tipo molto fedele”
“Peccato, ma se cambi idea, sai dove trovarmi”sospirò allontanandosi e ritornando al suo lavoro.
Il moro tornò al tavolo con un sorrisetto compiaciuto, Jan, invece, non era dello stesso umore, anzi, era alterato e seccato “Allora? Spero ne sia valsa la pena fare il ruffiano”
“Che c’è? Sei geloso?”alzò la voce in modo da farsi sentire da tutti.
“Sei matto? Abbassa la voce, Miguel”gli occhi di Jan erano fuori dalle orbite.
“Sai che amo solo te”ironizzò sfiorandogli una guancia.
“Finiscila, stai dando spettacolo”fece una smorfia, lo detestava quando si comportava così.
“Bevi, Jan, cerca di rilassarti, sei un fascio di nervi”il suo alito caldo gli solleticò il volto facendolo fremere.
Per tutta risposta il collega prese il boccale e bevve una lunga sorsata, poi appoggiò la schiena alla panca “Sei un cialtrone, Miguel”
“Non vuoi sapere cosa ho scoperto da Franz?”lo spagnolo si sporse verso di lui.
“Certo che voglio saperlo!”esclamò “Mi sembra il minimo dopo che ti sei lasciato palpare da quel tipo”questa ultima frase suonò come dettata da un moto di gelosia.
“Allora, ha detto che sono stati picchiati fuori nel vicolo e che quelli che li hanno aggrediti non sono stati presi, ma io scommetto che sa più di quello che mi ha detto”sorseggiò la sua birra, ma era già alticcio.
“E cosa vuoi fare? Portartelo a letto per fargli sputare la verità?”
Miguel lo fissò incredulo, sembrava davvero geloso. No, non poteva essere. Scosse la testa e sorrise, doveva essere quel luogo e la birra bevuta a fargli venire strane idee.
“Jan, non dire stronzate”
L’altro fece un sospiro di sollievo, per un attimo aveva temuto che lo avrebbe fatto davvero.
“Mi hai fatto paura, Miguel”
Miguel scoppiò a ridere, era così buffo, Jan in quel momento.
Jan sorresse Miguel, avevano bevuto solo due birre, ma il giovane sembrava alquanto brillo, tanto che si offrì di accompagnarlo a casa. Lo aiutò a scendere dall’auto e lo accompagnò fin dentro il suo appartamento.
“Sai, Miguel, sei un vero impiastro, guarda come ti hanno ridotto due birre”lo prese in giro.
“Non sono sbronzo, sto benissimo”
“Sì, certo, ora vieni che ti porto a letto”lo sorresse.
“No”protestò staccandosi “non voglio andarci, voglio restare qui con te”
“Hai bisogno di una bella dormita”
“No, ho bisogno di un bere”si avviò verso la cucina “la vuoi una birra?”
“No, ne ho abbastanza e anche tu”lo seguì.
“Non fare il guastafeste, Jan, se avessi saputo che eri così noioso avrei seguito Franz a casa”lo provocò.
Jan si bloccò e lasciò scivolare le braccia lungo il corpo “Cosa?”
“Niente”si morse un labbro, aveva esagerato.
“No, ora ripeti quello che hai detto”gli fu addosso e gli puntò un dito contro il petto.
“Ho detto che se avessi saputo che eri così noioso sarei andato a casa di quel barista”
“Vuoi dire che ti ha chiesto di andare a casa sua?”provò qualcosa di indescrivibile, come un pugno in pieno petto così potente da impedirgli di respirare.
“Sì, mi ha detto queste testuali parole “Scaricalo e vieni a casa con me”
Jan si voltò di scatto e aprì il frigo per prendere una birra, ne aveva bisogno. L’aprì e bevve un lungo sorso, mentre Miguel lo scrutava, appoggiato al tavolo.
“Che ti importa? E poi, gli ho risposto che non ero interessato”
“Avresti voluto?”“No, Jan, ma che cazzo dici? Sai che non mi interessano gli uomini”replicò di scatto.
“Sembravi a tuo agio in quel bar”lo provocò “c’è forse qualcosa che non mi hai detto?”
“Hai voglia di litigare, Jan?”gli afferrò un braccio e lo strattonò “Dimmelo se vuoi litigare che ti accontento”
“Lascia perdere”si liberò e gli voltò le spalle, cosa gli stava accadendo? Perché provava quelle sensazioni?
“Io torno a casa, è meglio”
“No”Miguel lo bloccò “cosa ti prende? Non ti sei mai comportato così”
Jan si voltò e si perse nelle iridi scuse del suo compagno “Mi dispiace, Miguel”
Il moro si avvicinò pericolosamente a lui, i loro visi potevano quasi sfiorarsi “Eri geloso”sussurrò, l’alito sapeva lievemente di birra, ma la sua espressione era stranamente seria.
“Io…”non sapeva che dire, improvvisamente non riusciva a spiccicare una sola parola.
“Sì, lo eri”insistette.
Jan strinse le labbra, la sua vicinanza lo turbava, non riusciva a ragionare, doveva andare via da quella casa prima che fosse troppo tardi “Stai delirando, io vado. Notte, Miguel”e scappò via.
Il moro restò pietrificato, poi quando sentì la porta sbattere si riscosse dalla sua trance, ma cosa gli era accaduto? Era stato davvero sul punto di baciare Jan? Riflettendoci, era quello che aveva voluto tutta la sera. Si grattò la testa, finì la sua birra con una sorsata e poi si diresse verso la camera da letto, aveva bisogno di dormire.

4 commenti:

giusi-poo ha detto...

Un ottimo inizio! Sicuramente è la coppia più slash degli ultimi anni di tv! Mi piace l'idea dell'ingagine nel locale per omosex, con Miguel che fa il galletto con Franz il barista e Jan che muore di gelosia... Sto qui che tifo per loro, per i baci, l'amore e il sesso di cui, 'sti due hanno IMMANE bisogno! :D bravissima!!!

giusi-poo ha detto...

So pazza lo so, ma l'ho riletta. Mi piace troppo come hai descritto la tensione sessuale tra loro. Tra l'altro sempre presente in ogni puntata, però ho anche notato un errore sulla trama giallistica di cui poi ti parlerò. Ti prego continuala....

Jivri'l ha detto...

L'inizio è molto incoraggiante, e la tensione che si sente fra i due rende la lettura molto piacevole e sorprendentemente ansiosa. Sono molto curiosa di legger il seguito.

giusi-poo ha detto...

Brava viol, la penso come te :)