mercoledì 23 settembre 2009

Gelosia capitolo 2 seconda parte



Capitolo II

Serie Squadra speciale Lipsia
Pairing: Jan & Miguel
Rating NC17
I personaggi non sono di mia proprietà, mi diverto solo con loro.

Hajo era arrabbiato con i suoi due uomini, erano trascorse un paio di settimane e il caso dei ragazzi omosessuali uccisi non era stato ancora risolto, anzi, un terzo era stato picchiato e in quel momento versava in gravi condizioni all’ospedale e i dottori non avevano molte speranze che potesse farcela.
Entrò nell’ufficio e vedendo che nessuno era al lavoro urlò, alterato “Miguel, Jan, cosa diavolo fate? Dovreste essere alla ricerca di quel bastardo che continua a picchiare persone innocenti invece di restare qui senza fare nulla”
Jan aveva la testa nel pc e in bocca una ciambella, mentre Miguel era in piedi davanti la finestra e fissava all’esterno.
Il biondo alzò la testa e sospirò “Siamo in alto mare, Hajo”
“Lo avevo capito, ma il caso non si risolve da solo, Jan”gli si avvicinò, poi si rivolse a Miguel “Tu, questa sera tornerai al locale”
Miguel s’irrigidì “Cosa dovrei fare?”
“Potresti usare il tuo ascendente sul barista e carpire informazione”gli rivolse un debole sorriso
Il moro si voltò di scatto “Che pretendi che faccia? Che mi prostituisca per risolvere il caso?”
A quelle parole Jan impallidì “Non è questo che ti chiede, vero Hajo?”
“No, certo che no”replicò l’uomo “ma potrebbe essere più propenso a parlare con te se…”
“Dannazione”sibilò Miguel “va bene”evitò volutamente lo sguardo di Jan, sapeva che il collega era arrabbiato con lui per quello che era accaduto la notte precedente.
“Io non credo che sia il caso di tornare lì come clienti, penso dovremmo interrogare le persone presenti quella sera”
“No”intervenne Miguel “proviamo in questo modo”
“Ma…”cercò di protestare il suo collega, il solo pensiero di lui e quel dannato barista insieme lo faceva stare male.
Lo scrutò con attenzione, evitava di guardarlo, cosa gli stava passando per la testa? Avrebbe voluto chiederglielo, ma non ne aveva il coraggio.
“Andrò da solo, se mi vede con Jan potrebbe mangiare la foglia e non parlare”dichiarò infine Miguel.
“Io non sono d’accordo”protestò l’altro “è pericoloso”
“Invece faremo come dice Miguel, non possiamo rischiare”dichiarò Hajo “tu, Jan, puoi anche andare a casa”e uscì dall’ufficio.
“Grandioso”commentò Jan scuotendo la testa “ora, dimmi perché ti è venuta questa idea del cavolo”
“È la cosa migliore, ammettilo”replicò Miguel prendendo la giacca “ciao, non aspettarmi alzato”scherzò lanciandogli un sorrisetto lascivo, poi uscì lasciandolo solo.
“Stupido”mormorò buttando la ciambella nel cestino, gli era passata la fame.
Miguel entrò nel locale e immediatamente avvertì gli sguardi dei presenti su di lui, si guardò intorno, c’era parecchia gente, gli incidenti avvenuti non avevano scoraggiato i clienti.
Aveva indossato un paio di jeans aderenti, un tipo con i capelli lunghi lo fissò a lungo facendogli anche degli apprezzamenti volgari. Strinse i pugni, se solo avesse potuto farsi valere, ma non poteva, era sotto copertura, doveva indagare. Raggiunse il bancone, Franz era di spalle occupato a riempire dei boccali con della birra scura. Sospirò, questo caso gli stava davvero rovinando la vita, come se non fosse bastata la figuraccia che aveva fatto con Jan la sera prima dichiarandogli il suo amore ora doveva anche fingersi attratto da quel tipo. Ripensò a Jan, non lo aveva degnato di uno sguardo per tutto il giorno, doveva essere davvero furioso con lui, e la cosa gli faceva male perché un suo errore aveva messo a repentaglio la loro amicizia.
Appoggiò i gomiti al bancone di legno e con voce calda domandò “Potrei avere una birra?”
Franz si voltò e quando lo riconobbe gli rivolse un sorriso malizioso “Ciao, dolcezza, ci rivediamo”
“Sì”
Il barista gli porse la birra poi gli si avvicinò protendendosi verso di lui, ma con gli occhi vispi sondò la sala “Sei tutto solo questa sera?”
“Già”gli occhi neri erano velati di tristezza. Sorseggiò la birra.
“Guai in paradiso?”gli domandò sfiorandogli le dita della mano destra con le sue.
“In un certo senso”
“Mi spiace, se desideri parlare”gli sorrise.
“Credo che sia arrabbiato per qualcosa che ho fatto”sospirò tristemente “ma io lo amo e non riesco a sopportare che possa allontanarsi”dichiarò e si rese conto che era la verità, inutile continuare a negare quello che provava per Jan.
Franz avvicinò il viso al suo “Forse non ti merita, la mia proposta è ancora valida se ti va”
Miguel lo fissò, si era lasciato prendere troppo dallo sconforto, doveva indagare. Si morse le labbra “Senti, ho saputo che c’è stata un’altra aggressione”
“Già, brutta storia, è un deterrente per gli affari”l’espressione divenne seria “ma credo si tratti di qualcuno che frequenta questo locale”
“Non potrebbe trattarsi di qualcuno che ce l’ha con gli omosessuali?”ipotizzò Miguel, sembrava essere ritornato ad essere il solito poliziotto.
“Ma come parli? Sembri quasi uno sbirro”ci scherzò su.
“Io uno sbirro? No, ma che dici”rise, poi avvicinò nuovamente il viso al suo “è solo che si dovrebbe mettere fine a tutto questo”
“Sì, ma chi può?”sospirò sconsolato, gli sfiorò una guancia “Tu, forse?”
“Dammene un’altra, questi discorsi mi hanno messo sete”
“Certo, cucciolo”sorrise e si voltò per riempire il boccale “secondo me dovresti andare avanti, lasciare quel biondino slavato e…”
Si voltò e avvicinò il viso al suo “e provare qualcosa di diverso” le labbra potevano quasi toccarsi, ma in quell’istante Miguel fu tirato via e spinto di lato. Una voce familiare lo colse di sorpresa “Stai alla larga da lui o dovrai vedertela con me, capito?”
Miguel sgranò gli occhi nel vedere il suo collega “Jan?”
Stringeva Franz per la camicia e lo minacciava rosso in volto “Jan, smettila, lascialo”che diavolo stava facendo?
Il biondo non gli diede retta, continuò a minacciare il giovane “Cosa volevi fare, eh? Ti cambio i connotati se lo tocchi ancora”
“Come osi mettermi le mani addosso? Lasciami, brutto idiota o ti faccio buttare fuori”sibilò
“Miguel lo devi lasciarlo stare, capito?”gli puntò un pugno contro.
“Jan, basta!”gli urlò, non lo aveva mai visto così aggressivo, non lo riconosceva più.
Improvvisamente Jan si rese conto di quello che stava facendo e si voltò verso il compagno che lo fissava con gli occhi spalancati.
“Miguel, io…”balbettò puntando le iridi cerulee sul suo viso sconvolto “scusa, non so cosa mi è preso”
Lasciò andare il barista e scappò via dirigendosi verso l’uscita sul retro. Pioveva, ma lui non ci fece quasi caso, si appoggiò al muro e lo colpì con un pugno, era un idiota, perché lo aveva seguito? Si era reso ridicolo davanti a tutti e soprattutto, davanti a Miguel. Perché non era ritornato a casa come gli aveva ordinato Hajo?
Udì dei passi e s’irrigidì, sfiorando la pistola nella tasca posteriore, doveva essere pronto contro ogni aggressione.
“Jan?”la voce di Miguel risuonò nel silenzio della notte e gli penetrò fin dentro l’anima.
“Scusami, Miguel, sono uno stupido, ho rischiato di rovinare tutto”si voltò.
“Jan, vuoi dirmi che ci fai qui?”si avvicinò infilando i piedi in una pozzanghera.
“Volevo cercare qualche indizio sulla scena del crimine”inventò.
“Davvero?”non era molto bravo a mentire, il suo Jan “E allora, perché hai aggredito Franz? Fare il carino con lui faceva parte del mio piano per indurlo a sbottonarsi”
“Lo chiami per nome, ora? Siete già diventati intimi?”la gelosia lo stava divorando.
“Cosa?”Miguel sorrise, c’era traccia di gelosia nella sua voce.
“Ho chiesto, siete già stati insieme?”provava un dolore in pieno petto solo a pensare una cosa del genere.
Miguel lo raggiunse e lo colpì con un pugno mandandolo a sbattere contro la parete “Sei un idiota, Jan”
I lineamenti del viso del biondo s’indurirono, era arrivato al culmine della sopportazione, si buttò su di lui e lo colpì in faccia facendolo cadere al suolo. Si ritrovò seduto a cavalcioni del compagno e lo colpì di nuovo “Io sarei un idiota? E tu?”
“Io cosa? Non so di che stai parlando”
“Perché ieri sei venuto da me, Miguel? Cosa volevi dimostrare dicendomi che mi amavi? Volevi farmela pagare per quel bacio, vero?”
“Smettila, Jan”cercò di bloccargli le mani, ma lo sguardo del compagno era inferocito “di che cavolo stai parlando? Fartela pagare? Devi essere impazzito. Cosa vuoi che ti dica, eh? Dimmi, cosa diavolo vuoi da me”
Jan lo fissò per un attimo, poi sussurrò “Questo”e appoggiò le labbra sulle sue baciandolo con irruenza.
Miguel dischiuse le labbra per lasciarlo entrare, da quanto tempo attendeva questo momento. Gli portò una mano dietro la nuca e lo attirò maggiormente a sé per approfondire il bacio, Jan ansimò, spinse il bacino verso il basso.
La lingua di Miguel lottò con la sua, l’assaporò per poi lambire ogni angolo della sua bocca, era in estasi e il sapore di Jan era inebriante proprio come ricordava. Il bacio si trasformò in qualcosa di violento, ardente, quasi come se volessero divorarsi a vicenda.
Si staccarono per mancanza d’aria, Miguel lo fissò con occhi scuri di passione, gli sfiorò le labbra carnose senza sapere cosa dire, era la prima volta che gli accadeva.
“Miguel, scusami, io…”balbettò cercando di alzarsi, ma l’altro lo bloccò stringendo maggiormente le gambe
“Io cosa?”
“Non so cosa mi sta accadendo”ansimò leggermente “deve essere questo caso”tentò nuovamente di divincolarsi dalla sua stretta.
“Dove credi d’andare? Non ho ancora finito con te”
“Non prendermi in giro, lo detesto”lo rimproverò il biondo.
“Sono serissimo, sai quello che provo”gli accarezzò le braccia con la punta delle dita “non sono stato abbastanza chiaro, stanotte?”
Jan sgranò gli occhi, il cuore era come impazzito, il viso era bollente, le labbra gonfie per l’irruenza del bacio “Eri ubriaco, Miguel, non conta”
“Non conta?”ripeté alzando un sopracciglio.
“Non eri in te e mi hai detto delle cose che…mi hanno confuso, ma erano solo parole dettate dall’alcool”
“È questo ciò che pensi?”mormorò il moro stringendo le mani ai suoi avambracci e attirandolo verso di sé “Allora, vorrà dire che te lo dimostrerò visto che con le parole non sono riuscito a convincerti”reclamò nuovamente le sue labbra e baciandolo con ardore.
Jan ansimò, lasciando vagare le mani lungo il suo torace, poteva sentire il fisico scultore attraverso la maglietta ormai fradicia per la pioggia.
“Miguel”gemette.
“Jan”spostò la bocca sul suo collo, mordicchiando leggermente la pelle bagnata “mio dio”
“Ti voglio, Miguel”gli sussurrò chiudendo gli occhi “non voglio più negare quello che provo per te”
“Andiamo a casa mia, non voglio correre il rischio di essere interrotti dall’arrivo di Benny”con la lingua disegnò dei cerchi sul collo.
Jan annuì godendo di quel tocco, era proprio come lo aveva sognato.

3 commenti:

giusi-poo ha detto...

Ma che genere di commento ti aspetti? Sono in balia autodistruttiva con questi due e tu me li descrivi: gelosi marci, arrabbiati, bagnati e baciati. VUOI UCCIDERMI?? Ogni coppia slash m'impoverisce di fronte a loro. La storia è bellissima e regge proprio. E tornando a loro pensavo una cosa: se scrivendo queste sceneggiature pensavano di trarne una coppia slash sono stati bravissimi e li ammiro peccato che poi nn siano arrivati all'intento perché a parte me e te nn credo se ne siano accorti altri XD se invece è successo per caso allora vogli trasferirmi in Germania assolutamente perché a questo punto è la mia patria ideale. Uomini belli, virili e che sbevazzano spesso. In un'altra parola: slash ahahahahah

Alex G. ha detto...

Quando si parte? Io lo dico sempre che gli uomini più belli li ho visti in Germania e Austria. Tornando a Gelosia, sono contenta ti piaccia anche perchè una storia d'amore con questi due viene così naturale. Si vede lontano un miglio che qualcosa li lega e non è semplice amicizia.

Jivri'l ha detto...

Che belloooooooooo! Questo bacio è stupendo, quasi toglie il fiato, Jan che è geloso fa morire...Io già amo questa coppia. Postala presto, cara^^