martedì 29 settembre 2009

Gelosia capitolo 3



Squadra speciale Lipsia

Pairing: Jan-Miguel

Rating: NC17 vietato ai minori di 18 anni

I personaggi non mi appartengono.


Capitolo III

Raggiunsero casa di Miguel con la sua macchina, Jan si era recato nel pub a piedi. Entrarono nel piccolo appartamento, ma il moro non gli lasciò neanche il tempo di togliersi la giacca che lo spinse contro la parete baciandolo con foga, aveva atteso fin troppo.
Jan rispose con ardore, il corpo del compagno era pressato contro il suo, le maglie bagnate facevano frizione eccitandoli oltre ogni limite.
Insinuò la mano sotto l’indumento, gli sfiorò la pelle bagnata, il torace muscoloso e maschio lo fece gemere, non aspettava altro di vederlo senza tutti quegli impedimenti.
Miguel lasciò vagare le labbra sul suo viso soffermandosi sul mento, poi ritornò sulle labbra e ancora sul mento. Mordicchiò la pelle priva di barba, era liscia come la seta, lo mandava su di giri “Jan”sussurrò spostando la sua attenzione sull’orecchio, catturò il lobo e lo succhiò.
“Miguel”gemette conficcandogli le unghie nella carne del torace.
Miguel gridò leggermente “Quante volte ho sognato questo momento, Jan”
“Davvero?”il cuore gli traboccava di felicità nel sentirgli pronunciare quelle parole.
“Sì, piccolo”leccò il lobo “ma tu da vero zuccone quale sei non volevi credermi”
“Temevo che mi avessi detto tutte quelle cose solo perché eri ubriaco”
“Abbiamo sprecato tanto tempo prezioso”gli sfiorò le labbra, poi lo baciò “ma ora recupereremo”
Sorrise malizioso, aveva in mente di restare chiusi in camera da letto per tutta la notte e di darsi malati il giorno dopo per restare tra le lenzuola a fare l’amore, lo desiderava talmente da stare male.
“Perché sorridi?”gli domandò il biondo.
“Lascia stare”scosse la testa, si pressò nuovamente contro di lui, tremava “Jan? Stai tremando”
“Non è niente”
“Sei fradicio, cazzo”sgranò gli occhi “Prenderai una polmonite”si staccò, lo afferrò per un braccio e lo trascinò verso l’armadio “devi cambiarti”
“Presto non avrò questi addosso quindi perché preoccuparsi?”
“Perché non voglio che ti ammali”replicò prendendo una camicia.
La riconobbe immediatamente, era quella rossa, una delle sue preferite, la prese, tremava, ma non sapeva dire se fosse per il freddo o per la sua vicinanza.
“Corri a fare una doccia calda”gli ordinò premuroso “e non voglio sentire proteste”
“Sì, mamma”lo prese in giro, di solito era Miguel a prenderlo in giro per questo suo lato, ma quella sera sembrava si fossero ribaltati i ruoli.
Lo condusse in bagno, aprì l’acqua e lo aiutò a spogliarsi, lasciando cadere gli abiti bagnati al suolo, Jan tremò leggermente sotto il tocco di Miguel e lui lo guardò preoccupato “Siamo stati degli incoscienti a stare fuori con tutta quell’acqua”prese un asciugamano e glielo strofinò sulla schiena.
“Sei bagnato anche tu”
“La farò dopo, ora, entra!”gli ordinò spingendolo sotto il getto d’acqua.
“C’è abbastanza posto”Jan lo invitò a raggiungerlo.
“Diavoletto tentatore”sorrise mordendosi le labbra.
“Risparmieremmo molto tempo”il biondo gli porse una mano e Miguel si spogliò in fretta strappandosi quasi di dosso gli abiti zuppi.
Afferrò la mano che Jan gli porgeva ed entrò nella cabina della doccia accanto a lui. il getto lo colpì facendolo gemere, era stupendamente calda.
Avvertì un tocco delicato sul petto, abbassò lo sguardo, la mano insaponata del suo compagno massaggiò la sua pelle, scendendo verso il ventre.
“Sei una tentazione, Miguel”sussurrò accorciando le distanze che li separavano, la mano risalì sfiorando un capezzolo.
“Jan”gli circondò la vita con un braccio e lo attirò contro di sé cercando le sue labbra.
Lo baciò con passione spingendolo contro le mattonelle, le lingue duellarono tra loro, gli lambì ogni angolo della bocca anche il più celato.
Le mani di Jan si strinsero intorno ai suoi glutei sodi e i loro corpi si unirono come se fossero uno solo, le erezioni frizionavano mandando scariche elettriche “Miguel”sussurrò tra un bacio e l’altro.
“Ora sto andando a fuoco, Jan”ansimò spostando la bocca sul collo, scendendo lungo la clavicola “ho paura che questo sia solo un sogno dal quale potrei svegliarmi”
“Allora, speriamo non accada”replicò l’altro muovendo i fianchi, per sentire maggiormente il contatto con il suo corpo maschio.
Con la mano libera Miguel chiuse il rubinetto, si erano riscaldati abbastanza “Andiamo, non resisto più”
“Siamo impazienti”lo prese in giro.
“Ho aspettato fin troppo”gli occhi scuri erano colmi di lussuria.
Prese un asciugamano e gli circondò le spalle frizionando, evitando di allontanarsi troppo da lui e sfiorandolo quanto bastava per accendere i suoi istinti.
Jan gli circondò i fianchi con un braccio e si strinse a lui in modo che entrambi potevano essere sotto l’asciugamano. Una volta asciutti, Miguel lo prese per mano e lo condusse in camera, il grande letto li attendeva.
Lo spinse supino e si stese su di lui “Jan, finalmente”
“Miguel”gemette nel sentire il contatto con la sua pelle, l’erezione gli premeva contro la coscia, allargò le gambe e lui vi si insinuò tornando a cercare le sue labbra.
Si baciarono per un tempo infinito, poi si staccarono per il bisogno di respirare, erano senza fiato, le gote di Jan erano arrossate. Miguel gli accarezzò il viso “Sei così bello, dimmi perché avrei dovuto preferire Franz a te”gli posò un bacio sulla punta del naso, poi le labbra carnose e gonfie per i suoi precedenti assalti “che sciocco sei stato a pensarlo”
“Ero geloso marcio, poi quando ho visto che stava per…”deglutì, il pensiero lo faceva stare ancora male.
“Cercavo di conquistare la sua fiducia, di farlo parlare, non pensavo saresti piombato lì per farmi una scenata”sorrise.
“Scusami, ho rischiato di far saltare la tua copertura, se così si può chiamare”
“Io ne sono felice, se non lo avessi fatto…”contemplò la perfezione del suo viso “non avrei capito quello che provavi e soprattutto, quello che io provavo”
Gli occhi blu di Jan s’illuminarono nel sentirlo parlare in quel modo, gli portò una mano dietro la nuca e lo attirò in un ennesimo bacio.
Miguel si lasciò sfuggire un lamento, era eccitato oltre ogni limite. Si staccò e gli posò una lunga scia di baci sulla pelle incandescente scendendo verso il ventre. Con la lingua tracciò una serie di cerchi attorno all’ombelico, poi l’infilò all’interno leccando.
Jan inarcò la schiena, pregustando quello che sarebbe arrivato dopo.
La bocca raggiunse la sua meta finale e vi posò le labbra soffiando leggermente, Jan gemette “Miguel”
“Ti piace?”
“E me lo domandi?” lo spinse a continuare.
Il moro ridacchiò e lasciò che il membro gli scivolasse in bocca, poi cominciò a dargli piacere succhiando con vigore.
“Miguel, mio dio”una corrente elettrica gli percorse la schiena, dove aveva imparato a farlo? Non sembrava certo la sua prima volta.
La lingua leccò la punta, poi la passò lungo tutta la lunghezza facendolo fremere, scese tra le natiche sfiorando la fessura inviolata, con le labbra, con la lingua.
Jan si lasciò sfuggire un grido soffocato, sentiva che non sarebbe durato a lungo, infatti dopo un attimo venne spruzzando il suo seme.
Miguel risalì lungo il suo corpo e lo baciò, accarezzandogli le labbra con le sue “Era da tanto che volevo farlo”
“Ora ti rendo il favore, collega”ridacchiò spingendolo supino e avventandosi su di lui, gli sedette in grembo e si sporse in avanti per baciargli il petto virile, gli catturò un capezzolo tra i denti e lo mordicchiò. Spinse leggermente il bacino verso il basso, ma abbastanza da farlo gemere “Jan”
“Il mio Miguel”sussurrò lambendo il capezzolo con la lingua “adoro il tuo corpo, è così maschio”
Spostò l’attenzione sull’altro capezzolo e lo succhiò.
“Cazzo, Jan”ansimò Miguel
Il biondo sorrise e lasciò scivolare la mano sul torace, sfiorandogli il ventre e giocando con i peli scuri tra le gambe. Gli accarezzò la pelle serica del membro con la punta delle dita.
“Mi stai torturando”lo rimproverò fissandolo con i suoi grandi occhi da cucciolo.
“Per me è tutto così nuovo, mi devi scusare se…”era terrorizzato di compiere qualche errore, di deluderlo.
“Non ti devi scusare, Jan”gli infilò le dita tra i capelli “sei perfetto”
“Non mentirmi”si rattristò.
“Vieni qua”lo attirò a sé e gli sfiorò il viso con una carezza “ti sembra che stia mentendo? Anche il solo essere qui con te mi fa sentire in paradiso”
“Ti amo, Miguel”gli confessò sorridendo.
Il cuore dello spagnolo fece un salto nel petto, aveva davvero confessato di amarlo? Ricambiò il sorriso e cercò le sue labbra baciandolo con ardore. Jan allacciò la lingua alla sua avvinghiandosi a lui e divorandolo.
La pioggia batteva violenta sui vetri, mentre i tuoni li facevano vibrare, ma all’interno della stanza si stava scatenando una vera tempesta tra le lenzuola.
Miguel lo sovrastava con il suo peso, baciandolo con ardore e lasciando vagare le mani lungo tutto il corpo, desiderava amarlo, entrare in lui, ma temeva di spaventarlo, in fondo, era la prima volta per entrambi.
Jan gemette, le gote erano arrossate per il piacere e dentro di sé si sentiva attraversato da un fuoco che ardeva con violenza, era Miguel a provocargli tutto questo e sapeva che era solo l’inizio.
La mano cercò il suo membro e si mosse con decisione, il moro gemette, senza smettere di baciarlo, sua lingua morbida e calda gli accarezzò il palato, poi si mosse a perlustrargli ogni recesso. Nella stanza risuonarono i loro sospiri e ansiti, Jan aumentò il ritmo fino a quando Miguel non venne con un grido soffocato, ritirò la mano e se la portò alle labbra, leccandosi le dita per risentire il suo sapore.
Gliele avvicinò alla bocca e Miguel lo imitò assaporando il gusto del suo seme “Non mi sarei mai sognato di farlo, ma con te...non so, è tutto così giusto, naturale”
Jan sorrise e annuì, anche lui la pensava allo stesso modo “Voglio fare l’amore con te”
“Non è quello che stiamo facendo?”alzò un sopracciglio.
“Lo sa cosa intendo, Miguel”
“Non voglio forzarti a fare niente, lo sai questo, vero, Jan?”
“Lo so”lo strinse a sé e Miguel appoggiò la testa sul suo petto.
Il cuore del biondo batteva come impazzito, Miguel sospirò, si sentiva così bene tra le sue braccia. Alzò la testa e lo fissò, Jan sorrise “Mi sembra così irreale”
L’altro ridacchiò maligno “Vediamo come fare per renderlo reale”e si appropriò delle sue labbra carnose.
Gli allargò le gambe con le sue insinuandosi all’interno e continuando a baciarlo, sfiorò la fessura tra le natiche facendolo gemere. Jan lo bloccò appoggiandogli le mani sul petto e il moro lo fissò sorpreso, perché lo stava fermando?
“Hai un ripensamento?”gli domandò con un groppo in gola.
“No, sciocco”scosse la testa, gli occhi gli brillavano per il desiderio, poi mormorò “Hai un…preservativo?”
“Certo che li ho, collega, per chi mi hai preso, per un incosciente?”ridacchiò, si sporse dal letto e raccolse i pantaloni dal pavimento.
Frugò nelle tasche e cacciò dei pacchettini quadrati, glieli porse “Hai qualche preferenza? Li ho colorati, aromatizzati e anche stimolanti”
Jan scosse la testa “Vai sempre in giro con tutti questi cosi? Sei irrecuperabile”
“Devo essere pronto per ogni evenienza”
“Sì, certo, cialtrone che non sei altro, con quante vai a letto?gli domandò geloso marcio.
“Non è colpa mia se mi trovano irresistibile”alzò le spalle.
“Che idiota”mise il broncio.
“Dai, non fare così”ritornò tra le sue braccia e lo baciò dolcemente “ora ho te e non ho bisogno di nessun altro”
Queste parole lo sorpresero e gli provocarono un’accelerazione del battito cardiaco, non riuscì a replicare.
“Allora? Quale preferisci?”sorrise malizioso.
“Stimolanti”sussurrò avvicinando il viso al suo orecchio e mordicchiandogli il lobo.
“Ottima scelta”strappò la custodia e lo indossò con rapidità.
Un attimo dopo si spinse in lui dolcemente. Il biondo s’irrigidì e Miguel si bloccò per abituarlo a quell’intrusione, attese un suo cenno per continuare e quando lui annuì,cominciò a muoversi.
Jan gli portò le braccia dietro la schiena e lo attirò maggiormente a sé per sentirlo più vicino, Miguel aumentò il ritmo dei suoi colpi, i corpi erano allacciati, le labbra socchiuse sbattevano l'un l'altra creando scintille, la pelle riluceva umida.
Nella stanza potevano udirsi solo i loro ansiti e gemiti, mentre fuori ancora imperversava la tempesta di pioggia, lampi e fulmini che sembrava non avere intenzione di placarsi.
Miguel continuò a muoversi senza sosta, una spinta più forte strappò a Jan un urlo, gli conficcò le unghie nella schiena e agganciò le gambe ai suoi fianchi “Miguel”
“Jan”lo baciò e venne con un ringhio selvaggio.
Si accasciò sul suo petto ansimante, i cuori battevano all’unisono, era stanco, ma felice perché aveva finalmente il suo Jan tra le braccia. Alzò la testa e sorrise “Stai bene?”
“Non mi sento dalla vita in giù”si lamentò, ma le braccia si strinsero maggiormente intorno a lui.
L’altro ridacchiò “Questo è solo l’inizio, non ho intenzione di lasciarti andare fino a domani, dolcezza”gli baciò il volto dell’amato.
Jan sorrise “Interessante, solo che se non torno a casa, Benny si preoccuperà”
“Detto fatto”Miguel allungò la mano, prese il telefono e compose un numero “Benny? Ciao, sono Miguel. Ho chiamato per avvertirti che tuo padre deve lavorare, non tornerà questa notte. Sì, un appostamento”fissò il suo amante e gli occhi gli brillarono “lo so, come nei film. Sì, lui è un duro”si morse il labbro inferiore nel pronunciare queste parole “Ciao, Benny, sì, ci vedremo presto”e chiuse la comunicazione.
“Sei un cialtrone, lo sai?”Jan era esterrefatto da quello che aveva appena fatto.
“Problema risolto”
“Miguel, ma come ti è venuto in mente di chiamarlo?”lo rimproverò sferrandogli un buffetto sul petto.
“Ti ho dato la scusa per non tornare a casa e restare a letto…”si sporse e lo baciò leggermente “…con me”
“Sì, ma…”non riuscì a terminare perché fu zittito dalla bocca di Miguel che si posò sulla sua.
Socchiuse le labbra lasciando che la sua lingua si insinuasse e approfondisse il bacio, gli portò la mano dietro la nuca e lo attirò maggiormente a sé.

2 commenti:

giusi-poo ha detto...

in fondo, era la prima volta per entrambi
questo intensissimo e stupendo capitolo è tutto qui. E' la loro prima volta! Con un uomo ma anche la 'loro' prima volta, e ci sono arrivati colmi di desiderio sì ma anche di incertezze, paure mitigate dalla dolcezza soprattutto quella di un Miguel che si rivela essere sempre tanto macho quando micio nei momenti topici... E l'amicizia, che li porta ad essere complici anche dopo... senza dubbio ho amato tutto questo e tu lo sai streghetta!! smack!

Jivri'l ha detto...

Pienamente d'accordo con Gius...Brava tesoro!