martedì 23 febbraio 2010

Per tirarti su NC17




Per tirarti su.

Squadra Speciale Lipsia
Pairing: Jan- Miguel
Prima stagione
Rating-vietato ai minori di 18 anni per scene esplicite di sesso
I personaggi non sono di mia proprietà, mi diverto solo con loro.



Jan stava attraversando davvero un periodo negativo: Benny si comportava da ribelle causando guai a scuola e rischiando più volte la sospensione costringendolo a punirlo. Tutto questo gli rendeva sempre più gravoso il ruolo di unico genitore. Rifletté sulla sua situazione e si convinse che Benny aveva bisogno di una figura femminile accanto e che forse, non era il solo. Aveva dimenticato da quando tempo non frequentava una donna. Invidiava Miguel che non aveva alcuna difficoltà ad approcciare il gentil sesso, mentre lui era sempre timido e impacciato. Quella notte Benny sarebbe rimasto a dormire a casa di un amico e lui aveva deciso di trascorrere la sera vedendo una partita in televisione, giocava il Bayer di Monaco. Tra le mani una birra e un mega panino, era terribilmente depresso, avrebbe voluto chiedere a Miguel di vederla assieme a lui, ma il collega aveva accennato ad un appuntamento.
Sedette sul divano, appoggiò il piatto sulle gambe, sorseggiando la birra. Il suono del campanello lo distolse dalla partita, alzò la testa stupito, non attendeva nessuno.
Andò ad aprire, Miguel era sul pianerottolo, con un sacchetto in mano e una confezione di birre. Jan lo fissò incredulo e l’amico entrò senza dire una parola.
“Che ci fai tu qui?”
“Ho pensato di venire a tirarti su” Miguel appoggiò la roba sul tavolino accanto al divano.
“E il tuo appuntamento?”
L’altro alzò le spalle “Niente di fatto e poi…” sorrise “non sopportavo di vederti così abbacchiato. Sono giorni che sei insopportabile”
“Non è vero” protestò.
“Sì che è vero” avvicinò il viso al suo “la prossima volta organizzo un’uscita quattro, hai bisogno di scopare, collega!” sedette appoggiando i piedi sul tavolino.
“Non essere così volgare, Miguel. Pensi sempre al sesso, tu, vero?” gli spinse giù le gambe “lo rovini così!”
“È la sua mancanza a renderti così musone, Jan” infilò la testa nel sacchetto.
Ridacchiò cacciando una videocassetta “per questo ti ho portato una cosa”
“Cos’è? C’è la partita in tv” protestò Jan afferrandola.
Il viso cambiò colore quando lesse il titolo del film “Le gemelle del piacere” fissò l’amico “non vorrai mica vedere questa roba”
“Certo che voglio e poi, non dire che non penso a te” recuperò la cassetta per infilarla nel registratore “vedrai come ti cambierà la serata”
“Sei irrecuperabile, Miguel” scosse la testa “davvero pretendi che guardi questa porcheria?”
“Porcheria? Non sai cosa dici, è un capolavoro”
“Gemelle del piacere?” represse a stento una risata.
“Benny non c’è vero? È un po’ troppo giovane per questo genere di film” prese il telecomando e accese “mettiti comodo, Jan” batté la mano sul cuscino per invitarlo a sedergli accanto.
Jan sospirò tristemente, non c’era modo di fargli cambiare idea. Prese posto sul divano, gli offrì una birra prendendone una anche per sé.
Bevve un sorso mentre sulla scena apparve una ragazza con le treccine bionde e un succinto babydoll che lasciava poco all’immaginazione. Bussò ad una porta ed entrò senza attendere. Una fanciulla pressoché identica era stesa sul letto a pancia sotto, a gambe divaricate si sfiorava con la mano. Jan si mosse nervoso, lo sguardo di Miguel era invece fisso sullo schermo.
“Ciao sorellina, dormivi?”
“Sono così eccitata, oggi sono stata con il mio ragazzo”
La sorella si stese accanto “Racconta, avete fatto l’amore?”
L’altra rise “Mi ha strappato i vestiti di dosso” continuò a sfiorarsi.
“E poi, che avete fatto?”
“Mi ha toccato”
“E come?”
“Ora te lo mostro” prese la mano e se la portò all’interno degli slip “muovi il dito in questo modo”
I gemiti riempirono la stanza, Miguel lasciò scivolare il palmo sulla propria coscia, poi risalì appoggiandolo sul cavallo dei pantaloni.
Jan sudava, l’atmosfera si stava surriscaldando sia sullo schermo che fuori. Si stava eccitando e non era di certo il solo, Miguel sembrava apprezzare molto quello che vedeva.
Lo sguardo di Jan cadde sull’erezione che premeva sulla stoffa dei jeans dell’amico. Si toccò a sua volta, mentre le protagoniste si lasciavano andare ad un appassionato 69.
“Chissà perché agli uomini eccita sempre vedere due donne insieme” commentò il biondo scrutando la reazione di Miguel.
“Se sono belli anche due uomini possono essere arrapanti, no?” replicò il bruno con un sorrisetto malizioso.
Jan lo fissò esterrefatto “Come? Non dirmi che guardi anche quel genere di film” si rese conto che c’era ancora qualche aspetto dell’amico di cui non era al corrente.
“Mi è capitato un paio di volte, ma per sbaglio” si affrettò a giustificarsi.
“Per sbaglio?”
Intanto la scena sullo schermo si stava evolvendo, le ragazze avevano cacciato da sotto il letto vari oggetti dei quali stavano usufruendo in modo molto soddisfacente.
Miguel gemette leggermente, si sbottonò i jeans insinuando le dita all’interno “Jan, a te non è mai capitato?”
“No” si affrettò a rispondere, quella discussione stava prendendo una strana piega.
“Sai, in uno c’era un biondino davvero notevole” il respiro dello spagnolo era ansimante “aveva una bocca carnosa da perdere la testa ed un corpo scolpito” gli occhi neri si erano spostati su Jan dimenticando il film “quasi come il tuo, sembrava una statua greca”
La gola di Jan divenne secca, Miguel continuò “Sai, devo ammettere che ti somigliava molto. Appena l’ho visto ho pensato a te”
“E che faceva?” Jan si mosse accorciando la distanza che li separava, le gambe potevano quasi sfiorarsi.
“Lo succhiava ad un bel moro” Miguel continuò a toccarsi immaginando Jan al posto di quell’attore. Ansimò al pensiero della sue labbra sull’erezione.
La gamba di Jan strusciò contro quella del compagno, quel discorso lo stava mandando su di giri. Gli sfiorò la coscia con la punta delle dita disegnando dei piccoli cerchi “Ed era bravo?”
Miguel si voltò a guardarlo con desiderio muovendo la mano all’interno dei jeans “Grandioso, Jan Talmente bravo che me lo ha fatto diventare duro proprio come adesso” la voce di Miguel era pressoché impercettibile.
Ai gemiti delle gemelle si erano aggiunti i sospiri dello spagnolo. La mano di Jan risalì lungo la coscia avvicinandosi all’erezione ancora celata dalla stoffa.
Miguel lo fisso con i suoi grandi occhi neri “E tu, Jan?” gli sbottonò i pantaloni.
“Io cosa?”
“Sei duro?” Miguel abbassò i boxer, lasciando sgusciare fuori il membro ormai eretto. Si leccò le labbra “Sì, lo sei”
Anche Jan raggiunse finalmente la patta dei jeans del compagno, gli schiaffeggiò la mano sostituendola con la propria. Le dita lo circondarono percorrendo poi tutta la lunghezza.
Miguel sfiorò, invece, la punta con il pollice facendolo fremere,
“Non torturarmi”
Miguel per tutta risposta cominciò a muovere la mano lungo l’asta.
“Miguel” Jan ansimò “non fermarti”
Lo spagnolo ridacchiò obbedendo, Jan inarcò la schiena senza smettere di dargli piacere.
“Jan, più veloce” lo incitò.
Gli ansiti li eccitarono inducendoli a continuare fino a quando non furono sul punto di raggiungere il picco.
Jan spillò il seme sul torace, ma non smise di masturbarlo.
“Jan, sto venendo” gemette sentendo arrivare l’orgasmo. Un attimo dopo gli inondò la mano con la sua essenza.
Miguel affondò il viso nel collo di Jan, che poteva avvertire il suo alito caldo sulla pelle. Il biondo cercò di calmare il cuore in fibrillazione dopo quello che aveva provato.
“Che pelle morbida, Jan” posò una scia di piccoli baci fino all’orecchio, succhiando il lobo.
Le labbra si spostarono sulla guancia leccandola “Adoro il tuo sapore”
Jan ansimò “Miguel”
Lo spagnolo gli cercò le labbra, sfiorandole la punta della lingua. Lambì ogni angolo prima di spingersi all’interno approfondendo il bacio. Jan si lasciò sfuggire un gemito, prima di lasciarsi trasportare dal desiderio.
Miguel si spinse maggiormente contro di lui, Jan gli circondò la vita con una gamba per aumentare il contatto.
Jan si staccò per respirare, Miguel gli sfiorò la bocca gonfia per i continui assalti “Questa serata si è rivelata più interessante del previsto” sorrise felice.
“Era questo che avevi in mente quando dicevi di volermi tirare su?” sbottò stizzito “ora mi sento anche peggio”
“Perché ti senti peggio?”
“Lo sai il perché”
“Non era programmato, Jan, ma non posso negare di averlo sperato” sulle labbra un sorriso estasiato.
Il biondo si districò dall’abbraccio, alzandosi dal divano. Si aggiustò i pantaloni “Non doveva accadere”
“Perché? Lo volevamo entrambi” non riusciva a comprendere la sua reazione.
“Ci siamo lasciati trasportare dal film, Miguel” replicò “se non fosse stato per quella roba che hai portato non sarebbe successo niente”
Miguel scattò in piedi seccato “Ho capito, meglio che vada a casa” riabbottonò i jeans.
Afferrò la giacca e si mosse verso l’ingresso senza neanche guardarlo “A domani, Jan”
Jan non lo fermò, restò impassibile e solo quando sentì la porta dell’ingresso sbattere si rese conto dell’errore che aveva commesso.

1 commento:

giusi-poo ha detto...

Questo racconto è assolutamente da 10 con lode fino a quando Miguel chiede a Jan: "e tu sei duro?" hai saputo ricreare fino a qui una tensione stupenda, palpabile, poi mi piace che venga citato il dialogo delle gemelle e la descrizione dei loro 'giochi' serve a dare profondità, in caso contrario non sarebbe riuscito il lettore ad immedesimarsi tanto bene nel coinvolgimento emotivo dei nostri ragazzuoli. Mi piace anche il dopo, soprattutto quando si toccano a vicenda anche se c'è un po' di confusione, ma questo è anche dovuto alla scena. Quello che succede dopo il piacere è un po' un'altra storia in quanto mi sta bene che Jan dica a Miguel "mi hai fatto stare peggio" ma secondo me la reazione di Miguel quel suo agitarsi sbraitando:"Cosa vorresti dire, Jan? Che avevo programmato di sedurti? Davvero pensi questo?” l'ho trovata isterica, poco maschile. Avrei visto meglio lo spagnolo uscire di scena con un grugno e magari chiarirsi il giorno dopo in ufficio. Anche perché Jan cambia troppo repentinamente umore, passa dall'arrabbiato al pentito in un lasso di tempo brevissimo, un po' troppo breve. Da veri machi era risolvere la questione con un 'a domani' e mettere l'avventura sessuale da parte.