domenica 14 dicembre 2008

Sensi di colpa Epilogo

Epilogo

Spike era tornato nel suo appartamento dopo una notte trascorsa girovagando da un locale all’altro, ma non era bastato a farlo sentire meglio. Si sentiva un vero idiota per aver rovinato tutto, Angel lo odiava, gliel’aveva letto negli occhi, ma non ci aveva visto più quando Lorne aveva parlato del licantropo, era geloso. Angel gli aveva assicurato che non c’era stato nulla tra loro e gli aveva creduto, non aveva percepito il suo odore, ma le parole del demone lo avevano portato a dubitare del suo olfatto e del suo Sire.
Scosse il capo, si avviò verso il frigo e prese la bottiglia di vodka che giaceva sul fondo, l’agitò, era quasi vuota. La portò alle labbra e la scolò con un solo sorso.
“Ah, mi ci voleva proprio”la buttò nel lavandino e tornò a sedere sul divano.
La stanza era immersa nell’oscurità, quel dannato buco gli ricordava la sua cripta ed anche lo scantinato di Xander. Era la sua maledizione doversi sempre rinchiudere in umidi e bui scantinati, ma almeno, in quell’appartamento, aveva tutti i confort. Sospirò e chiuse gli occhi appoggiando la testa allo schienale, ma in quel momento percepì una presenza fuori la porta, la riconobbe immediatamente, si trattava del suo Sire, il suo odore lo avrebbe riconosciuto tra mille. Era pronto ad affrontarlo? Cosa gli avrebbe detto? Era sempre stato una frana nelle relazioni e il casino che aveva combinato con Angel ne era la riprova. Forse avrebbe dovuto limitarsi a storie di una notte, sarebbe stata la cosa migliore per lui.
Un attimo dopo, un lieve bussare contro il legno, gli accertò che era lì per parlargli e non solo per verificare che lui si trovasse proprio lì. Si alzò e andò ad aprire pronto ad affrontarlo, ma quando lo vide, sul pianerottolo, ebbe l’impulso di stringerlo a sé ed amarlo. Sembrava un vero relitto, camicia fuori i pantaloni, occhi gonfi e capelli scomposti. Lo fissò senza parlare, Spike gli fece cenno di entrare e attese la sua sfuriata.
“Quindi, è qui che vivi?”
“Già, buio e umido”mormorò sedendo sul divano e incrociando le braccia al petto “come nella vecchia Sunnyhell, qual buon vento ti porta nella mia umile dimora, Sire?”
Angel lo fissò “Pretendo una spiegazione, Spike”il suo comportamento strafottente gli dava sui nervi.
Il vampiro biondo si accese una sigaretta e lo fissò con i suoi grandi occhi blu “Non ti devo un bel niente”
“Sì, invece”.
“Che dovrei spiegarti?”continuò a fissarlo con un sorrisetto insolente.
Angel scosse la testa “Non posso credere che abbia creduto alle tue parole, avrei dovuto capirlo che era un piano per farmela pagare”
“Cosa?”Spike scattò in piedi “Tu devi essere fuori di testa? Piano? Fartela pagare? Sei tu che mi devi delle scuse, brutto stronzo”gli puntò un dito contro “Mi hai mentito e questo non posso perdonartelo”
“Io ti avrei mentito? E quando?”Angel strabuzzò gli occhi.
Mi avevi detto che tra te e la lupa non c’è mai stato nulla”
“Ed è vero”insisté cominciando ad arrabbiarsi, dove voleva arrivare?
“Ah si? E perché Lorne ha detto che siete usciti insieme? Perché non me lo hai detto? Che altro mi hai taciuto?”lo tempestò di domande.
“Per un caffè, Spike. È accaduto dopo che sono stato trasformato in un pupazzo, mi ha chiesto di uscire e io…”poi si bloccò e aggiunse “ma perché mi giustifico? Non ho nulla di cui vergognarmi o giustificarmi, al contrario di te”si avvicinò pericolosamente, gli occhi erano come braci.
“E perché, di grazia? Non sono io quello che ha mentito”alzò un sopracciglio.
“No, tu sei quello che vuole fare sesso con Nina”ringhiò solo al pensiero.
“Se la vuoi, te la lascio la sgualdrina”
“Non è una sgualdrina”replicò.
“Ma guardalo, la difende, che tenero”era geloso marcio.
“Sei un idiota, Spike, non hai capito niente”si rivoltò alterato “Pensi davvero che ti avrei detto che ti amavo se avessi avuto qualche mira su Nina?”
Spike lo fissò sconvolto senza replicare ed Angel non vedendo una sua reazione si mosse per andarsene, ma Spike gli afferrò un braccio e lo costrinse a voltarsi “Dove vai?”
“Torno alla Wolfram & Hart, non preoccuparti, non ti disturberò più”
“ No”alzò la voce, non poteva permetterglielo “non andartene, devo spiegarti”
“Spiegarmi cosa, Spike? Perché sei stato così bastardo?”sentì le lacrime premere per uscire ma le ricacciò indietro, non avrebbe più pianto davanti a lui.
“Lo so, sono stato bastardo, ma pensavo tutto quello che ti ho detto l’altra notte e di questo non dovrai mai dubitare, capito?”
Angel ascoltò incredulo le sue parole, Spike continuò a parlare, soddisfatto di aver ottenuto la sua attenzione “Io ti amo Angel e quando ho sentito Lorne, nel tuo ufficio, parlare in quel modo mi sono sentito tradito e ho deciso di fartela pagare”
“Sì, certo”scosse la testa, stava giocando come sempre, ma non era più disposto a credergli.
“Angel”la mano gli stringeva ancora il braccio “devi credermi, ero geloso, Lorne era così convinto delle sue parole e a quel punto lo sono stato anche io. Temevo mi avessi solo usato per consolarti, per sentirti meglio dopo quello che era accaduto a Fred”cercò i suoi occhi neri come la pece.
“Stai dicendo la verità?”gli domandò il vampiro più anziano, ma conosceva già la risposta, i suoi occhi blu non mentivano e in quel momento, erano la cosa più bella che avesse mai visto “Guarda, Spike, se è un altro dei tuoi trucchi…”
“Niente trucchi, ti amo, Sire e credo di avertelo dimostrato l’altra notte”sorrise malizioso “te lo giuro, non mi interessa la lupa, non mi è mai interessata, ho chiuso con le bionde, mi hanno causato fin troppi guai, ora…”lo attirò leggermente a sé “preferisco dedicarmi ai mori con occhi scuri come la notte”
“Sei un cialtrone, Spike”sospirò fissando come ipnotizzato quelle labbra carnose e rosse, desiderava solo baciarle.
Il vampiro più giovane sorrise e piegò la testa di lato fissandolo in attesa “Allora? Aspetti un invito scritto per baciarmi, zuccone che non sei altro?”
Angel gli circondò la vita con un braccio e posò le labbra gelide su quelle altrettanto fredde del suo compagno baciandolo con passione, era trascorso fin troppo tempo dall’ultima volta che lo aveva fatto e non intendeva aspettare oltre.
Spike si lasciò sfuggire un gemito, allacciò la lingua a quella del suo Sire e con le mani gli sfilò dalle spalle la giacca lasciandola cadere sul pavimento.
“Will”ansimò Angel “è stato un inferno per me quando pensavo volessi sostituirmi con Nina”
“Mai!”esclamò tirandolo verso la camera da letto “Per me esisti solo tu, ti amo”
“Anche io, piccolo mio, sei il mio dolce e tenero Will”gli posò una scia di baci sul collo.
Si stesero sul letto continuando a baciarsi senza sosta, non ne avrebbero mai avuto abbastanza l’uno dell’altro.
L’alba li colse abbracciati, Angel posava il capo sul torace dell’altro vampiro che gli accarezzava i capelli scuri. Avevano fatto l’amore in un modo appassionato e ora si sentivano appagati e felici.
“Will, perché non ti trasferisci nel mio attico?”gli propose il moro cogliendolo di sorpresa.
“Davvero?”alzò la testa e lo fissò stupito, non credeva volesse ancora condividere il suo lussuoso appartamento con lui.
“Certo, voglio che tu faccia parte della mia vita, non ho intenzione di separarmi da te neanche per un attimo”si strinse al suo petto posandogli un bacio su un capezzolo.
“Credevo volessi tenertelo tutto per te”
“Scemo, voglio condividere tutto con te, piccolo insolente”
“Certo che accetto, ne ho abbastanza di questo buco, poi, da quando Doyle è sparito devo pagarlo io e non ne ho alcuna intenzione”ridacchiò.
“Lindsay, non Doyle”lo corresse.
“Ah, sì, dimenticavo”
“Ora, basta parlare”e lo zittì con un bacio appassionato, lo faceva ancora imbestialire che si fosse spacciato per il suo amico.
Spike si lasciò andare, il cervello faticava a funzionare quando il suo Sire lo baciava in quel modo, l’unica cosa a cui riusciva a pensare era che avrebbe trascorso tutta la sua esistenza immortale accanto al vampiro che amava e che nessuno li avrebbe mai più separati.

1 commento:

giusi-poo ha detto...

Meno male, questa volta è finita bene, sono fatti per stare insieme sti due! :)