sabato 13 dicembre 2008

Sensi di colpa(NC17) II parte

Il giorno seguente, Angel si rese conto che qualcosa non andava. Poteva sentire gli sguardi di tutti su di lui, ma che diavolo stava accadendo? Cercò di non darvi peso, in fondo, era il capo, doveva essere normale che si voltassero a guardarlo, ma non ne era convinto, cercava solo di non pensare che forse erano venuti a conoscenza di quello che era accaduto.
Entrò nel suo ufficio e sedette appoggiando la schiena alla spalliera, sorrise ripensando alla notte trascorsa con Spike. Immagini di loro due che facevano l’amore si susseguirono davanti ai suoi occhi costringendolo a sospirare, si ritrovò estremamente eccitato, guardò in basso, l’erezione ormai evidente premeva sui jeans. Non riusciva ancora a credere di poter avere una possibilità con lui, dopo tutti questi anni, dopo una lontananza di un secolo e dopo scontri e litigi che sembravano precludergli per sempre un lieto fine insieme al vampiro biondo. Quel pomeriggio, quando si era risvegliato, aveva temuto di aver sognato tutto e solo la vista del giovane accanto a lui lo aveva convinto che non aveva sognato, ma che era accaduto davvero, lui e Spike si erano amati, si erano giurati amore eterno e probabilmente, non si sarebbero mai più lasciati. La porta che si spalancò con un tonfo lo riscosse dai suoi pensieri, alzò la testa e vide il demone verde, Lorne, entrare come una furioa “Angel, pasticcino, è vero il pettegolezzo di te e Spikey? Se è così voglio congratularmi con te, quel vampiro è un vero bocconcino, se non lo avessi accalappiato tu, lo avrei fatto”
A quelle parole si udì un ringhio provenire dalla gola di Angel “Non osare neanche provare a mettere le tue zampacce verdi sul mio William”
Si alzò dalla poltrona e si avvicinò per fronteggiarlo, ma gli occhi rossi del demone si spalancarono e dalle sue labbra fuoriuscì una risatina “Siamo permalosi, oggi, eh, pasticcino?”
“Quando si tratta di Will, sì”ringhiò.
“Io scherzavo”alzò le braccia in segno di resa “è da quando è tornato corporeo che penso siate perfetti l’uno per l’altro”
I lineamenti del vampiro si rilassarono, sedette sulla scrivania e sorrise senza aggiungere altro.
“Ang, creme brulee, vuoi raccontare?”lo incitò il demone impaziente, quel vampiro era insopportabile.
“Neanche per sogno”
“Harmony ha detto che vi ha sorpresi mentre…”era visibilmente imbarazzato.
“Non sarebbe dovuta entrare, devo licenziare quell’oca giuliva”scosse la testa seccato “come si permette di entrare nella mia camera da letto?”
“Ora lo sanno tutti e scommettono su quanto durerà prima che vi uccidiate a vicenda”
“Cosa?”sgranò gli occhi.
“Dovresti saperlo che ormai, si scommette su tutto”
“Wes dov’è?”domandò poi esasperato.
“Nel laboratorio, con la regina di ghiaccio”rispose Lorne rabbrividendo “non mi piace come mi guarda”
“Guarda tutti nello stesso modo, Lorne”
“Non posso ancora credere che Fred non ci sia più”sospirò Angel tristemente “e posso immaginare cosa sta provando Wesley in questo momento”.
“Sono stato da Gunn, lo ha conciato per le feste, sai?”sospirò Lorne appoggiandosi alla finestra “Wes è impazzito, pugnalarlo in quel modo”
“Già”sospirò.
Le labbra di Lorne si aprirono nuovamente in un sorriso, si avvicinò al suo capo “Ang, dove hai lasciato il pasticcino biondo? Io se fossi in te non riuscirei a stargli lontano”
“Lorne!”lo rimproverò, poi sorrise a sua volta e mormorò “Dormiva quando sono uscito”
“Sono contento che tu abbia trovato finalmente qualcuno, mi ero stancato di vederti sempre così musone, noioso e silenzioso. Credevo che Nina ti avrebbe conquistato dopo essere andati a prendere quel caffè insieme, ma a quanto pare…”
La porta si spalancò ed entrò Spike, sulle labbra un broncio e gli occhi fissi sull’altro vampiro “Nina cosa? Tu sei andato con lei, dove?”era furioso.
Angel deglutì e Lorne si nascose dietro di lui, il suo sguardo non prometteva niente di buono “Ehm, io andrei, ho un cliente che…”ma il braccio del capo si strinse nel suo strappandogli un lamento “Va bene, resto”mormorò.
Spike avanzò minaccioso, cacciò il pacchetto di sigarette e ne accese una, sapeva quanto lo odiasse Angel “Allora, cos’è questa storia di te e Nina? Hai fatto meta con il lupo?”sorrise, ma nei suoi occhi un lampo di gelosia.
“No”balbettò “Non dare retta a Lorne”e aumentò la stretta “non sa quello che dice”
“Sì, infatti, io credevo che ci fosse stato qualcosa visto che un pomeriggio erano andati a prendere un caffè insieme, ma a quanto pare mi sbagliavo”Lorne cercò di rimediare alle sue parole.
Spike si portò la sigaretta alle labbra e inspirò profondamente “Allora, non ti dispiace se ci provo io?”
“Cosa?”Angel sgranò gli occhi, non riusciva a credere alle sue orecchie.
“Sì, è un bel bocconcino, mi ricorda un po’ troppo Darla, ma…sono in astinenza, devo accontentarmi di quello che c’è”sorrise, voleva provocarlo ed Angel glielo stava rendendo fin troppo facile.
“Spike, ma cosa cazzo dici? Lorne, potresti lasciarci soli, per piacere?”
“Sì”e si mosse per uscire, ma Spike lo bloccò “No, resta”sorrise maligno.
“Non voglio entrare nelle vostre beghe, io me ne vado”e sgattaiolò via richiudendosi la porta alle spalle.
Angel era furioso, si voltò e si avvicinò alla finestra che mostrava una veduta dall’alto della città di Los Angeles. Non riusciva a guardarlo, non dopo le parole che gli aveva sentito dire, che voleva dire? Aveva forse già rinnegato tutto quello che era accaduto tra loro? Non aveva significato nulla? Strinse i pugni, desideroso di colpire qualcosa per potersi sfogare.
Spike taceva, fissava le sue spalle, si sentiva ferito, c’era qualcosa che non gli aveva rivelato, per questo si era sentito in dovere di dirgli tutte quelle cattiverie, voleva farlo soffrire.
“Allora, non dici nulla? Non sei arrabbiato che voglia scoparmi la tua lupa?”continuò con un sorriso maligno.
“Stai zitto”sibilò scattando verso di lui e sbattendolo contro una parete, aveva il volto della caccia, sembrava sul punto di colpirlo, di morderlo.
Gli strinse una mano al collo e lo sollevò dal pavimento “Come osi dopo quello che c’è stato tra noi parlare così? È forse un tuo scherzo crudele per farmi soffrire?”
Spike sgranò gli occhi, Angel stava piangendo, mormorò con un filo di voce “Ang, Sire”,
Angel lasciò la presa e Spike scivolò al suolo tossendo e portandosi una mano alla gola, non sapeva cosa dire. Distolse lo sguardo, era un vero idiota, aveva frainteso tutto.
“Vattene!”sibilò.
Spike si alzò “No”
“Non voglio parlare con te, Spike, non nelle condizioni in cui sono”
Il biondo strinse i pugni e senza aggiungere altro uscì sbattendosi la porta alle spalle.
Una volta fuori, decine di occhi erano fissi su di lui, compresi quelli di Harmony che però dopo un attimo si riposarono su un giornale che stava leggendo.
Spike ringhiò “Che cazzo avete da guardare?”e si diresse verso l’ascensore, voleva andarsene via, magari, scolarsi una bottiglia di Jack Daniel’s.



Angel era seduto nel suo ufficio, al buio, con la testa tra le mani e gli occhi chiusi, non riusciva a non pensare a Spike e alle sue parole. Lo aveva ferito, ma in fondo, perché si meravigliava? Spike era un bastardo egoista e se lo sarebbe dovuto aspettare da lui. Improvvisamente sentì una presenza nella stanza, ma non alzò la testa, non era nelle condizioni di intrattenere una conversazione.
“Che fai al buio?”una voce maschile, dal marcato accento inglese.
“Rifletto”
“Al buio? Angel, cosa è successo?”
“Lasciami stare, Wes”
Wesley avanzò, era rimasto troppo a lungo chiuso in laboratorio con Illyria, aveva trascurato i suoi amici e non si era preoccupato dei loro problemi. Sedette sulla poltrona e attese, avrebbe atteso fino a quando non si fosse deciso a parlare.
“Non hai di meglio da fare?”domandò il vampiro seccato da quella intrusione.
“No, poi, cercare di risolvere i tuoi problemi mi aiuta a non pensare”gli confessò l’ex osservatore “Su, dimmi, cosa ti è accaduto?”
Angel fece un profondo sospiro e cominciò a parlare “Ho litigato con Spike”
“È una novità”commentò ironico.
“L’ho mandato via, non sopportavo neanche la sua presenza”
“Cosa ha fatto, questa volta?”scosse la testa, quel vampiro era davvero irrecuperabile, neanche con l’anima era diventato più giudizioso.
“Ha detto che vuole uscire con Nina se io non la voglio”
“Eh?”il giovane sgranò gli occhi “Ora comprendo la tua reazione, sei geloso”
“Sì, ma non è quello che pensi, non ti ho detto tutto”Angel sospirò leggermente.
“Ti ascolto, sono qui, apposta”
Angel non sapeva come confessargli quello che era accaduto tra lui e Spike, sapeva quanto fosse all’antica Wes e non riusciva neanche a immaginare quale sarebbe stata la sua reazione.
“La notte scorsa io e Spike…”si morse le labbra “siamo stati insieme”
L’inglese tacque e il vampiro continuò a parlare “Non avrei mai pensato di potermi sentire così vicino a lui, ma quando l’ho tenuto tra le mie braccia io mi sono sentito così felice che ho temuto che Angelus potesse prendere il sopravvento”
Wes fremette al pensiero di un probabile ritorno di quel mostro sanguinario “Che dio ci scampi”
“Non è accaduto, Wes, ma ora sento un vuoto incolmabile qui dentro”si appoggiò la mano sul petto, all’altezza del cuore.
“Parlagli”
“No, non ho nulla da dirgli”replicò con voce secca.
“Digli questo, che ti manca, che provi un vuoto da quando non c’è.”gli consigliò.
“Per lui non ha significato nulla”sibilò “Dovevi sentirlo come parlava, pensare che mi aveva dichiarato di amarmi”
Si alzò in piedi, gli occhi erano furenti “Scommetto che lo ha fatto per ferirmi, che bastardo, non avrei dovuto lasciare entrare nel mio cuore”
“Angel, ascoltami”Wes si alzò e lo fronteggiò “Sai che io non ho una buona opinione di Spike, ma tengo a te e so che per te è difficile fidarti completamente di qualcuno e impossibile innamorarti, ma quando accade è per sempre. Non fare come me, Angel, non permettere che il tuo orgoglio ti impedisca di vivere la vostra storia. Io ho sbagliato, ho perso del tempo prezioso, quasi tre anni, amavo Fred, ma non mi sono fatto avanti e lei ha scelto un altro, poi quando alla fine, mi sono deciso a…lei è morta”era in lacrime, pensare alla sua Fred gli lacerava il cuore “Non commettere il mio stesso errore, Angel”insistette appoggiando una mano sul suo braccio.
Il vampiro lo fissò per un istante, poi annuì “Gli parlerò, ma dovrà darmi una spiegazione plausibile se non vorrà che lo impaletti”
Wes sospirò e abbozzò un sorriso “Dagli il beneficio del dubbio, potrebbe sorprenderti”
Angel annuì e dopo aver indossato la giacca di pelle uscì lasciandolo da solo.

1 commento:

giusi-poo ha detto...

Come ti ho già detto in chat mi ha molto coplito Harmony e i suoi vezzeggiativi! Davvero originali e divertenti e si addicono molto a Spike. Wes consiglia saggiamente Angel di perdonare il nostro bel biondino. Vediamo cosa succede....