giovedì 16 aprile 2009

Rivali capitolo 1(prima parte)

Racconto originale

Capitolo I

Era una calda giornata primaverile e un ragazzo dai capelli biondi ribelli e gli occhi blu come l’oceano sedeva sul muretto che separava l’edificio del collegio “St. James” dal parco circostante. Il suo sguardo era perso nel vuoto e tra le labbra una penna, mentre sulle ginocchia era poggiato un taccuino con la copertina di pelle nera. Aveva diciotto anni, ma ne dimostrava un paio di più, il suo nome era Jared Darcy, figlio del conte del Devon e da un anno frequentava il St. James, uno dei più rinomati collegi di Londra. Era uno dei migliori studenti del suo corso, ma il suo carattere irascibile e ribelle lo metteva spesso nei guai causando le ire del rettore, che si vedeva costretto a punirlo.
Quella mattina, il giovane era scappato da una noiosissima lezione di latino escogitando un improvviso mal di testa per potersi rifugiare in quell’angolo e godere della pace e della solitudine, ma dopo qualche minuto udì degli scricchiolii sull’erba, qualcuno si stava avvicinando. Alzò la testa di scatto, seccato da quell’interruzione, avrebbe pestato chiunque fosse stato per aver infranto quell’attimo di concentrazione nella creazione di alcuni versi. I passi si avvicinarono e Jared scese dal muretto, pronto a sfidare lo scocciatore e, quando questi lo raggiunse, lo riconobbe e sibilò “Eoan O’Brian, sei l’ultima persona che desideravo incontrare”.
“Ma chi abbiamo qui?” sghignazzò l’altro con la sua solita strafottenza “Il conte Darcy”.
Jared strinse i pugni e contrasse la mascella, osava anche prenderlo in giro quell’idiota di un irlandese.
“A cosa devo il dispiacere della tua visita, O’Brian?”
Eoan sorrise, era un bel ragazzo dai corti capelli neri, occhi scuri e labbra sottili, un fisico snello, pettorali ben modellati e l’aria da duro “Disertiamo le lezioni?”scosse la testa “Non va bene, cosa direbbe il rettore se lo sapesse?”
“Non lo so e neanche mi interessa”, replicò Jared spegnendo la sigaretta sotto il tacco della scarpa “Quindi perché non te ne vai a rompere le palle a uno dei tuoi scagnozzi?”
“Ho voglia di restare qui, è proibito?”incrociò le braccia al petto e posò le iridi scure sul suo viso “Non è di tua proprietà questo luogo, anche se continui a fare il padrone e a terrorizzare quelli del primo anno”continuò il moro cominciando a seccarsi di quel comportamento.
“Pivelli”avanzò di qualche passo per affrontarlo “Loro hanno capito che con me non c’è da scherzare, tu invece…”si bloccò sostenendo il suo sguardo di fuoco del suo antagonista “…continui a sfidarmi”
“Che paura”
“Devo forse cambiarti i connotati? Sai, ho proprio voglia di menare le mani”lo minacciò il biondino.
“Hai deciso di farti male, a quanto vedo”replicò l’altro accorciando maggiormente le distanze che li separavano, poi il suo sguardo si posò sul quaderno con la copertina di pelle nera che stringeva in mano e sul suo viso apparve un ghigno “Cosa scrivi? Il diario? Poesie d’amore?”
“Non sono affari tuoi” reagì arrabbiato e nascose il quaderno nella tasca posteriore dei pantaloni, non gli avrebbe mai permesso di impadronirsene.
“Dai, lasciami dare un’occhiata” cercò di sfilarglielo, ma lui lo spinse via.
“Neanche se mi ammazzi, fatti i cazzi tuoi, O’Brian”.
“Scommetto che sono poesie d’amore dedicate al tuo amichetto, siete davvero una bella una coppia di perdenti”lo prese in giro facendolo infuriare.
“Ora basta, non sopporto più queste tue cazzate” e gli si avventò contro sferrandogli un pugno in pieno viso.
Eoan si asciugò il sangue dalle labbra “Bastardo, come hai osato colpirmi? Ora, ti ammazzo” gli restituì il pugno con altrettanta forza da rompergli il sopracciglio sinistro.
“Stronzo, non ho paura di te”, sibilò l’altro, colpendolo di nuovo, era furioso, lo avrebbe ammazzato per tutte le cattiverie che gli aveva riversato addosso fin dal primo momento in cui aveva messo piede in quel collegio.
“Me la pagherai anche per…”ma si bloccò udendo delle voci avvicinarsi “Merda”, imprecò, appartenevano al rettore e al professor Raimes, docente di greco.
I due ragazzi si fissarono in preda al panico, se li avessero sorpresi lì e per di più sanguinanti li avrebbero sospesi, o peggio, dovevano nascondersi.
Eoan adocchiò un cespuglio e, afferrando Jared per la giacca, lo trascinò con sé. Si accovacciarono e attesero l’arrivo dei due insegnanti.
“Avevo sentito delle voci”, stava dicendo il rettore estremamente seccato “Sembrava quella del giovane Darcy, quel ragazzo sarà la rovina della St. James. È stato cacciato da tutti i collegi nei quali il padre lo ha iscritto e la cosa non mi meraviglia affatto considerata la sua pessima condotta, se non fosse per le donazioni che il padre fa sarebbe già sul primo treno diretto verso casa”.
“Signor rettore, devo ricordarle che è il primo della sua classe”, intervenne il professor Raimes.
“Il professor Percy non è dello stesso avviso, professore. Deve sempre riprenderlo e per di più oggi è uscito inventando di avere un mal di testa insopportabile, sì, certo, è il quarto questa settimana, gli manca la disciplina”.
“Nella mia materia è attento, ma ha un carattere irascibile e più di una volta l’ho visto attaccare briga con O’Brian”, precisò l’altro.
“Una bella accoppiata, due teppisti”, commentò con rabbia “Ma li raddrizzerò entrambi”.
Eoan fremette di rabbia nel sentirlo definire in quel modo e strinse maggiormente il polso di Jared che gemette. Il biondo si voltò per ordinargli di togliergli le mani da dosso, ma si trovò davanti due pozze scure che lo fissavano con una tale intensità da lasciarlo senza fiato. Socchiuse le labbra per parlare, ma non ne uscì alcun suono, si limitò a scrutarlo con interesse fino a quando i due non si furono allontanati e poterono uscire dal loro nascondiglio. Si scostarono l’uno dall’altro, Jared era furioso con il rettore per quello che aveva detto, ma soprattutto, per averlo fatto davanti a Eoan che lui detestava “Quel figlio di puttana di Morris”, imprecò “Meriterebbe una bella lezione una volta per tutte”.
“Già, mi ha dato del teppista, ma come osa?”Eoan strinse i pugni poi si accorse che l’altro stava sanguinando, un rivolo gli scendeva lungo la guancia e cacciò un fazzoletto dalla tasca “Tieni, ti sta sanguinando il sopracciglio sinistro”glielo porse, ma Jared scosse la testa, non voleva niente da uno come lui.
Si portò la mano sulla ferita “Non è grave, andrò in infermeria”
“Come ti pare”utilizzò il fazzoletto per asciugarsi il labbro che si era gonfiato e che continuava a sanguinare “dannazione”
“Te la sei cercata”sghignazzò.
“Sì, come dici tu. Ci vediamo, Darcy”e si voltò per andarsene
“Parla e ti uccido”sibilò Jared.
“Che dovrei dire?”si voltò a guardarlo.
“Niente, questo è il punto, non devi dire nulla, di tutto questo”
“Pensi che vada a raccontare in giro che sono stato dietro un cespuglio con te?”alzò un sopracciglio pronto a scoppiargli a ridere in faccia.
“Meglio per te, altrimenti dovrei venire a cercarti e finire il lavoretto che ho fatto sulla tua faccia”
“Non ho alcuna intenzione di dire nulla e così dovrai fare tu se non vorrai che spacchi la faccia a te e al tuo amichetto”negli occhi una luce maligna.
Nel sentire parlare del suo migliore amico divenne furioso, avanzò di qualche passo e gli puntò un dito contro “Osa sfiorare Chase e me la pagherai cara”
Eoan fece un ghigno maligno, adorava quella sensazione di potere “Sto morendo di paura”
“Dico sul serio!”esclamò precipitandosi su di lui e spingendolo con violenza contro il muretto “Toccalo e ti ammazzo. Ci siamo capiti?”
“Vai a farti fottere”fu la sua risposta.
Il biondo lo colpì con un pugno sul naso e poi si allontanò con passo felino diretto in infermeria.
Eoan imprecò e si tamponò il naso, gliel’avrebbe fatta pagare. Strinse i pugni e serrò la mascella, si sarebbe vendicato. Si diresse verso l’edificio, doveva ripulirsi prima di presentarsi in classe.
I suoi amici lo attendevano all’esterno, Charlie, un bel ragazzo di colore, molto alto dal corpo muscoloso; Ian, irlandese come Eoan, con gli occhi azzurri ed una faccia d’angelo che nascondeva un carattere irascibile e Larry, un americano dal fisico massiccio, dai capelli castani e gli occhi color nocciola, aria da duro e, quando lo videro arrivare lungo il corridoio, lo accolsero con degli applausi “Grande Eoan! Sei riuscito ad evitare una interrogazione a tappeto del professor Percy”.
“Ma che ti è accaduto? Hai fatto a botte? Hai una ferita sul labbro e il naso gonfio”, notò poi guardandolo con attenzione.
“Come? No”, cercò di negare, ma tutti lo fissavano in attesa di una spiegazione “Sono inciampato in una radice in giardino”, inventò.
“Ah, ora è chiaro”, mormorò Charlie “Mancava anche Darcy, lo hai visto, per caso?”
“Perché avrei dovuto avere a che fare con quell’idiota?” rispose furioso.
“Calmati, era una semplice domanda”.
“Ho mille pensieri per la testa”si giustificò “non ho tempo di pensare anche a lui”
In quell’istante Jared girò l’angolo e, quando li vide, sospirò pesantemente, ora sarebbero continuati i guai. Accanto a lui c’era il suo migliore amico, Chase, un ragazzo alto, dal fisico magro, con corti capelli castani, grandi occhi nocciola e un sorriso dolce. Jared gli stava raccontando quello che era accaduto, non avrebbe mai nascosto nulla al suo caro amico.
Li raggiunsero, ma Eoan non li degnò neanche di uno sguardo, mentre Ian, che aveva la fama di essere un attaccabrighe, li provocò con uno sguardo ammiccante “Ehi, Darcy, ci sei mancato durante l’ora di latino, ma pare tu abbia trovato un modo migliore di trascorrere il tempo”.
“Cosa vorresti insinuare, idiota?”reagì Jared lanciando un’occhiataccia a Eoan.
Chase gli appoggiò una mano sul braccio, temeva avrebbe potuto avventarsi su di lui.
“Niente, niente”, sogghignò “Che hai fatto? Maldestro anche tu?”lo prese in giro notando la medicazione sul sopracciglio. Aveva capito che i due avevano avuto un battibecco, non era la prima volta e non sarebbe stata di certo l’ultima.
“Fatti i cazzi tuoi, stronzo di un irlandese”, reagì con violenza, detestava quell’idiota.
Ian sghignazzò, i suoi insulti gli scivolarono addosso, Larry s’intromise “Come va la vostra storia d’amore?”
“Meglio della tua con Ian”, replicò a tono “I vostri amici lo sanno che vi date da fare di nascosto, nei bagni?”
“Come osi?”lo afferrò per il bavero della giacca “Figlio di…”
“La verità fa male, vero?”
Eoan si voltò verso il biondo e sibilò “Togliti dai piedi una volta per tutte, perdente o…”gli lanciò uno sguardo eloquente.
Jared lo fissò con gli occhi come due fessure, aveva forse intenzione di spifferare tutto? Lo avrebbe massacrato se solo ci avesse provato “O cosa? Fatti sotto, non mi fai nessuna paura, bastardo”
“Non vedo l’ora di affrontarti, stronzo”.
“Ora vedrai” e si avventò su di lui tentando di colpirlo, ma fu bloccato da un urlo “Basta”era la voce del professor Raimes.
I contendenti si voltarono e impallidirono nel vedere il loro insegnante.
“Chi ha cominciato?”domandò furioso “O’Brian, cosa credevi di fare? Aggredire un tuo compagno?”
“No, signore”, negò “Mi stavo solo difendendo”
“Non è vero”, intervenne Chase “Ci ha insultato e poi voleva picchiare Jared”.
“Perchè tu hai insultato noi”, replicò Larry stringendo i pugni.
“Basta, tutti in classe!”ordinò con gli occhi fuori dalle orbite e le guance rosse “Verrete tutti interrogati e avrete una nota! Una volta di queste vi farete sospendere continuando a attaccarvi in questo modo” e, soddisfatto, rientrò in classe, i ragazzi si fissarono increduli.
“Dannazione”, imprecò Jared “Questa me la pagate! E tu, O’Brian, se solo ti azzardi a ripetere che siamo dei perdenti ti cambio i connotati!”
“Non ho paura di te, Darcy”, lo sfidò “Quando vuoi”.
“Ti detesto”, sibilò Jared, rientrando in classe, seguito da Chase.

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2 commenti:

Jivri'l ha detto...

Wow! Come inizio mi sembra molto promettente! Vedo scintille fra i due! A quanto pare sono due personaggi molto "attaccabrighe" e "passionali". Chissà cosa succederà nella seconda parte?Uhm...

giusi-poo ha detto...

La storia potrebbe diventare intrigante anche se riesco a stento a vedere O'Brian giovane giovane e pischello teppista, a dire il vero non ci riesco proprio... eheheh, non so perchè ad un certo punto mi è venuto in mente Brian di QasF. assurda la mente! Vediamo il prossimo capitolo