venerdì 17 aprile 2009

Rivali capitolo 2

Il mattino seguente Jared si era calmato, aveva riletto la lettera e le aveva scritto chiedendole di incontrarla per poter chiarire la situazione.
Dopo le lezioni, era seduto sotto un albero, con la lettera tra le mani e lo sguardo perso nel vuoto quando una voce familiare lo scosse “Darcy, sempre con la testa tra la nuvole?”
Il biondo alzò gli occhi al cielo e fece una smorfia, non poteva che essere lui.
“O’Brian, lasciami in pace. Non sono dell’umore adatto per litigare”, protestò seccato “soprattutto considerato il fatto che ieri sei scappato”
Eoan impallidì ”Non sono scappato”ringhiò “Quando vuoi ricominciare io sono pronto”
Il biondo ridacchio e lui lo sbottò irritato “Che hai da ridere?”
“Dimmelo tu”e si avvicinò con gli occhi come braci, si divertiva un mondo a metterlo in imbarazzo “Mentre lottavamo sul prato ho sentito qualcosa di…strano, mi sapresti dire di cosa si trattava?”
“Non so di cosa tu stia parlando”, negò con tutte le sue forze, ma il volto gli era diventato rosso come un peperone.
“Non avrei mai pensato di fare su di te un effetto simile”, continuò a prenderlo in giro.
“Non sei tu, davvero pensi sia attratto da un idiota come te?”scoppiò a ridere “Sei un illuso, Darcy!”
“Come se a me facesse piacere! Preferisco le donne e tu non sei di certo una bella fanciulla”.
“Non azzardarti a raccontarlo in giro se non vuoi che ti pesti di botte”lo minacciò.
“Non mi interessano le tue preferenze, O’Brian”, si rimise seduto e lo fissò con un sorrisetto beffardo, ma in fondo non gli dispiaceva più tanto quella situazione “Stai solo alla larga da me”
In quell’istante Eoan notò la lettera che aveva tra le mani e gliela strappò di mano “Cos’è?”
“Fatti i cazzi tuoi!”sbottò riprendendola e spingendolo via.
“È per caso una poesia?”si buttò ad indovinare.
Jared divenne una belva, come diavolo sapeva che scriveva poesie? Gli occhi diventarono come due fessure “Sai troppe cose sul mio conto, O’Brian, mi spii, forse?”
“Come siamo permalosi”, alzò le mani in segno di resa “allora, mi vuoi dire cos’è?
“È una lettera della mia ragazza, anzi, ex, visto come stanno le cose”.
Eoan, curioso, alzò un sopracciglio “In che senso?”
“La sgualdrina si è innamorata di un altro”.
“Mi dispiace”, mormorò sinceramente.
“Non ho bisogno della tua pietà, O’Brian” scattò in piedi “stammi lontano se non vuoi che ti cambi i connotati”e si allontanò.
Una volta in classe i due s’ignorarono completamente, era l’ora di storia e l’insegnante stava spiegando la rivoluzione inglese. Eoan sbadigliò “Che barba”.
“Ha detto qualcosa signor O’Brian?”intervenne il signor Smith seccato da quell’interruzione.
“Sì, questa lezione è una barba!”ripeté per nulla intimorito dal tono autoritario dell’insegnante.
Gli occhi del professore divennero come due fessure, si alzò dalla sedia con uno scatto e lo raggiunse “Signor O’Brian, se la lezione non è di suo gradimento forse potrebbe attendere la fine nell’ufficio del rettore. Questo le costerà un’insufficienza e una nota che faranno media con i voti degli esami”.
“Come se me ne importasse qualcosa!”dichiarò strafottente.
Jared lo fissò compiaciuto, lo aveva sottovalutato, il ragazzo aveva carattere.
“Fuori!”gli ordinò arrabbiato.
Eoan si alzò dal suo posto e uscì dall’aula sbattendo la porta alle sue spalle.
“Bene, se nessun altro ha qualcosa da dire possiamo ritornare alla lezione”e ricominciò a spiegare.
Alla fine dell’ora il professor Smith annunciò che sarebbero stati divisi in coppie per preparare una tesine che avrebbero dovuto presentare agli esami e che presto avrebbe stabilito gli abbinamenti.
Questo lasciò i ragazzi perplessi, soprattutto Jared che sospirò afflitto, sperava di lavorare con qualcuno in gamba e non con qualche idiota senza cervello che lo avrebbe costretto a fare lui tutto il lavoro.
Fu raggiunto da Chase “Amico, una telefonata per te, credo sia Elisabeth”.
“Finalmente”, commentò.
“Ma cosa è accaduto? Sembrava agitata”.
“Mi ha scaricato, ci crederesti? Dice che si è innamorata di un altro”, spiegò, mentre si recavano ai telefoni.
“Cosa?”reagì sconvolto “Dopo tutto questo tempo? Non posso crederci”.
“Volevo andare da lei, ma quel nazista del rettore me lo ha impedito”
Raggiunse il telefono e alzò la cornetta “Pronto, Elisabeth?”
“Jared, devi lasciarmi in pace”gli ordinò fredda “Non scrivermi più”
“Ma, piccola…non capisco”, balbettò incredulo.
“Mi vedo con qualcuno e se proprio vuoi sapere la verità, è da tempo che non ti amo più”gli confessò spezzandogli il cuore in mille pezzi e provocando la sua ira.
“Sei solo una sgualdrina, Beth”l’aggredì “Perché hai atteso tanto per confessarmelo? Non potevi alzare quel tuo culetto e venire a dirmelo?”
“Non volevo vederti”
“Sei davvero stronza”sibilò “io sono chiuso qui dentro, senza poterti vedere, se solo sapessi quanto mi manchi”
“Dimenticami, non ti amo più, sei possessivo, geloso, non mi fai respirare”
“Elisabeth, ma che diavolo…”mormorò, non riusciva a capire nulla, ma che stava accadendo alla sua vita?
“Sai che ti dico, non me ne frega un cazzo, fai quello che ti pare, ne trovo decine di ragazze come te”e sbatté la cornetta “Sgualdrina”sibilò ferito nell’orgoglio, lacrime di rabbia gli bagnarono le guance, gliel’avrebbe fatta vedere, si sarebbe divertito con tutte le ragazze che avesse trovato.
“Allora?” l’amico lo raggiunse preoccupato.
“È finita, l’ho mandata al diavolo”annunciò.
“Mi dispiace.”
“Chi se ne importa”, mentì “posso finalmente divertirmi”, sghignazzò.
“Chiusi qui dentro è un po’ difficile”, obiettò Chase tristemente.
“Sabato, potremo uscire e allora…”sorrise maligno.
“Ora ti riconosco”gli batté una mano sulla spalla
“Meglio andare, Raimes mi detesta e non voglio dargli la soddisfazione di punirmi”, disse Jared trascinando l’amico verso la classe.
L’insegnante non era ancora arrivato, Eoan era appoggiato alla finestra, la giornata era insolitamente soleggiata e gli sembrava un sacrilegio trascorrerla in un luogo così austero. Non ne poteva più di quella scuola e non vedeva l’ora di terminare l’anno per poter tornare in Irlanda.
Era ancora con la mente altrove quando vide entrare Jared e Chase, li osservò per qualche istante e notò lo sguardo triste del biondo e aggrottò la fronte immaginando cosa potesse essere accaduto.
Jared si voltò verso di lui e si perse nei suoi grandi occhi scuri quasi come se fosse ipnotizzato, ma che cosa gli prendeva?
Chase gli rivolse la parola, ma Jared continuò a guardare il suo rivale “Come mai il professor Raimes non c’è? Che sia accaduto qualcosa?”
“Non sono così fortunato”, commentò sarcastico il biondo, facendo una smorfia “Starà complottando con il rettore”
“Di che stai parlando?”gli domandò l’amico senza capire.
“Vedi…”cominciò a raccontargli, ma l’arrivo dell’insegnante lo bloccò “Poi te ne parlo”e si concentrò sulla lezione.
Quando, il giorno dopo, il professor Smith rivelò gli abbinamenti per il compito di storia Jared ebbe l’amara sorpresa di vedersi assegnare Eoan come compagno.
“Grandioso”mormorò quando lesse il suo nome, ora avrebbe dovuto sopportare la sua compagnia fino agli esami.
Chase lo raggiunse, era furioso, il suo compagno era Larry, uno degli amici di Eoan e solo il pensiero di trascorrere del tempo con quell’idiota lo mandava al manicomio.
“Che ti prende?”gli domandò Jared vedendolo in quello stato.
“Sono in coppia con Larry Owen. Lo detesto quel bestione”
“Ti lamenti? Io ho quel bastardo di O’Brian”, replicò il biondo sbuffando “secondo me è un complotto per farmi impazzire”.
“Non dire assurdità”.
“Sì, un complotto contro di me! Il rettore mi detesta e non vede l’ora di buttarmi fuori”si sfogò camminando verso la sala nella quale pranzavano “L’ho sentito con le mie orecchie, ha confessato che se non fosse per le donazioni di mio padre mi avrebbe già cacciato. Questo è un suo piano. Se litigo con O’Brian avrà una buona ragione per mandarmi via, ma non gli darò questa soddisfazione”.
“Quel bastardo”commentò Chase.
Nel corridoio incrociarono Eoan, stranamente da solo che si voltò verso Jared e gli urlò “Siamo in coppia insieme, a quanto pare, Darcy”e, dopo avergli rivolto uno strano sorriso, sparì dietro una porta.
Chase guardò l’amico e fece una smorfia “Che dici, ha qualcosa in mente? Credi che cercherà di organizzarci uno scherzetto?”l’osservò pensieroso.
Jared non rispose e continuò a fissare il punto in cui era sparito, il cuore gli batteva talmente forte che per un attimo temette che Chase potesse udirlo.



Eoan raggiunse Jared nella grande biblioteca della scuola, ma era stranamente nervoso.
Quasi tutti i tavoli erano occupati a causa dell’approssimarsi degli esami, lo cercò con lo sguardo e lo vide seduto a un tavolo vicino la finestra con la testa sepolta in un grosso libro dalla copertina in pelle. Era immerso nella lettura e sembrava non fare caso alla confusione e al chiacchiericcio che lo circondavano.
Con la mano scansò dei ricci che gli erano caduti sulla fronte, ma quando alzò lo sguardo i loro occhi si incontrarono e il cuore accelerò i battiti. Si sentì un vero idiota, si avvicinò con il libro stretto sotto il braccio e un quaderno nell’altra mano.
“Ciao”mormorò.
Jared accennò un debole sorriso “O’Brian”.
“Ero certo di trovarti qui”.
“Mi piace la biblioteca, ma durante gli esami è troppo affollata”, commentò seccato “immagino tu sia venuto per la ricerca”.
Il moro annuì e sedette tentando invano di celare il suo reale stato d’animo. Sedette e aprì i libri e un quaderno con la copertina rossa.
“L’argomento è la riforma protestante”, annunciò Jared, cercando il suo quaderno “Cosa ne sai?”
“Veramente…”, mormorò imbarazzato, purtroppo, la storia non era il suo forte.
“Grandioso. Lo sapevo che mi sarebbe toccato fare tutto il lavoro” commentò con disappunto.
“Ehi”protestò “Non sarò un asso in storia come te, ma in altre materie ti straccio”.
“Certo, ma ora, come risolviamo?”
“Cerchiamo nei libri e se uniamo le nostre forze qualcosa riusciremo a concludere, che ne pensi?”, gli propose Eoan.
“Non resta altro da fare. Abbiamo poco tempo”, acconsentì alzandosi “Prendiamo questi libri e andiamo altrove. C’è troppa gente”.
Eoan annuì, desiderava anche lui allontanarsi da quella confusione. Jared trascinò il suo compagno di studi in un’aula vuota e senza rivolgergli la parola cominciò a sfogliare un grosso libro, Eoan, invece, si limitò a scarabocchiare qualcosa sul suo quaderno.
“Hai risolto le cose con la tua ragazza?”gli domandò senza guardarlo.
Jared grugnì leggermente “No, è finita”
“Cazzo, mi spiace”.
Il biondo alzò la testa, leggermente stranito da quella gentilezza, ma non replicò “E tu, hai una ragazza?”
“No, sono troppo stressanti”rispose “uscivo con una ragazza un anno fa, durante l’estate, poi quando sono dovuto tornare qui l’ho mollata, detesto i rapporti a distanza”
“Ti capisco, io non vedevo Elisabeth da mesi, mi mancava moltissimo, ma a quanto pare…io non mancavo a lei”concluse cercando di mantenere il controllo.
“Mi dispiace, non volevo farti stare peggio”capiva il suo stato d’animo “e spero passi presto il dolore per la sua perdita”.
“Non è morto nessuno, O’Brian, non esagerare”sbottò fingendosi indifferente “e poi, a te cosa importa? Neanche mi sopporti”si morse la lingua pentito del tono usato.
“Hai ragione, non sono fatti miei”abbassò la testa sul libro fingendo di leggere.
“Non importa, mi passerà, troverò il modo di distrarmi”
Eoan fece un profondo respiro “Senti, Darcy, giacché dobbiamo lavorare insieme, potremmo cercare di mettere da parte le nostre divergenze, non credi?”
“Come ti pare” acconsentì.
“Almeno, quando siamo soli”
“Certo, ti vergogni, vero?”Il biondo gli lanciò un’occhiataccia “davanti ai tuoi amici continuerai a comportarti come una merda, vero?”
“Ritiro quello che ho detto, Darcy, sei un vero coglione”reagì punto sul vivo.
“No, spetta a te il primato, di coglione numero uno”
“Che stronzo, credevo di poter avere un rapporto civile con te, ma sbagliavo”dichiarò l’irlandese.
“Sei tu che hai esordito dicendo che la pace tra noi ci sarebbe stata solo quando eravamo da soli”
“Hai ragione, sono stato un idiota”
Jared gli lanciò un’occhiataccia, poi abbassò nuovamente la testa sul libro
“L’importante è che lasciate in pace Chase, non merita le vostre cattiverie”
“Sei molto protettivo nei suoi riguardi”osservò stupito.
“Sì, ti dispiace?”rispose perdendosi nei suoi occhi neri.
“Perché dovrebbe?”rise.
“Il tuo tono è strano”alzò un sopracciglio.
“Non mi interessa, era così per fare conversazione”
“Siamo molto uniti”aggiunse “ora, se hai finito di intrometterti nella mia vita privata possiamo tornare alla ricerca?” il biondo lo fissò con i suoi occhi blu e sentì il cuore aumentare i suoi battiti, la sua vicinanza lo innervosiva.
“Certo”e riabbassò la testa sul suo libro cercando di concentrarsi sul lavoro, ma era arduo.
Dopo un attimo alzò lo sguardo e si rese conto che lo stava fissando “Che c’è? Ho qualcosa in faccia?”gli domandò stupito.
“No, stavo pensando a questa strana situazione”
“Che situazione?”si sporse leggermente.
“Non avrei mai pensato di poter restare da solo con te senza spaccarti la faccia o senza sentire un insulto da parte tua”
“Ah, questo”ridacchiò il bruno “in effetti, neanche io”
“Cosa ne pensi?”gli domandò Jared scrutandolo con le sue iridi blu.
“È un passo in avanti per quella che potrebbe essere un’amicizia, Darcy”
“Amicizia?”sgranò gli occhi, non aveva mai riflettuto su una possibilità del genere “Mah, vedremo, per adesso, comincia con il chiamarmi Jared, detesto che si usi il mio cognome”gli disse con una smorfia.
“Come preferisci, è molto bello, Jared”sorrise
“Jared Darcy, junior”, precisò con un sospiro “sono considerato la pecora nera della famiglia, in realtà, è mio padre che lo pensa, sono la sua vergogna”.
Eoan s’incupì nel sentirlo parlare in quel modo, ma lo lasciò continuare con il suo sfogo “Mi detesta, gli ricordo mia madre che lo ha lasciato. È scappata in America qualche anno fa pur di non vederlo più”
“Ti ha abbandonato?”
Il biondo annuì tristemente “Sì, avevo dieci anni e da allora, mio padre non mi ha mai permesso di andare da lei”sentì gli occhi riempirsi di lacrime e abbassò la testa per celarle, l’ultima cosa che voleva era farsi vedere fragile da uno come lui.
Eoan ascoltò con attenzione le sue parole e provò tanta amarezza, non avrebbe mai creduto che un ragazzo così ricco e nobile avesse una vita tanto infelice.
“Lui mi ha detto che non mi vuole, ma non gli credo. È un bastardo, non posso pensare che mia madre non voglia vedermi”
“Neanche io lo posso pensare”appoggiò una mano sulla sua quasi come tentasse di consolarlo con il contatto “sono certo che si chiede come stai e quanto tu sia cresciuto”
“Quando sarò fuori da questa prigione andrò a trovarla a New York, non sopporto di vivere con quel…”si bloccò prima di parlare a sproposito, non poteva di certo confessargli che lo picchiava a sangue ogni volta che era deluso dal suo comportamento.
“Mi dispiace”sussurrò continuando a tenere la mano sulla sua, ma dopo un istante Jared si riprese e la lasciò scivolare via dalla sua, ritornando del suo solito umore “Non ho bisogno della tua pietà, O’Brian”
“Non è pietà, ma perché sei sempre così stronzo?”reagì risentito.
“È più forte di me, invece, tu? Scommetto che sei il cocco del tuo adorato paparino” lo prese in giro.
Il moro fece una smorfia “Diciamo di sì, mio padre ripone tutte le sue speranze su di me e mi sottopone a una pressione continua. A volte, desidero scappare lontano per essere libero di vivere la mia vita. Vuole che diventi avvocato, ma a me non interessa”sospirò.
“Siamo una bella coppia, O’Brian”rise Jared, ma il modo in cui Eoan lo fissava lo fece sentire a disagio.
“Chiamami Eoan, ti prego”
“Certo, ma che c’è? Perché mi fissi?”
“Riguardo all’altro giorno, volevo…”balbettò sporgendosi verso di lui, era come ipnotizzato dalle sue labbra carnose, ma in quel momento la porta si spalancò lasciando entrare alcuni ragazzi del primo anno che ruppero l’alchimia che si era creata tra i due.
Eoan tossì e abbassò la testa sul libro, non riusciva a credere di avere trovato il coraggio di fare un passo del genere. Come avrebbe reagito Jared?
“Ora dovremo cercare un altro posto per studiare”commentò il biondo e l’altro sospirò di sollievo.
“Già, dove potremmo andare?” era arrossito come un peperone.
Ci pensò su e propose “Andiamo da me, lì nessuno ci romperà le palle”
“Come vuoi”, rispose, ma il solo pensiero di essere nella sua stanza solo con lui gli provocò un formicolio allo stomaco.
Raccolsero i libri ed uscirono attraversando in tutta fretta il corridoio, fino alla camera del biondo.
“Eccoci”aprì la porta ed entrò seguito dall’irlandese “questa è la mia tana”
Eoan appoggiò i libri sulla scrivania e si guardò intorno, era meno ordinata della sua e alle pareti c’erano un paio di poster di gruppi che lui non conosceva.
“A te non piace proprio la disciplina, vero?”lo prese in giro.
“Cosa te lo fa pensare?”ridacchiò.
Scosse la testa “Questo disordine, sei davvero incorreggibile”
“Non è disordine”protestò “so benissimo dove si trovano le cose”
“Certo”sghignazzò.
“Ti vergogni che i tuoi amici scoprano che sei qui?”gli domandò Jared.
“Perché me lo domandi?”rispose voltandosi di scatto.
“La mia impressione è che tu tenga molto alla loro opinione” lo raggiunse con passo felino “ma posso anche sbagliare”
“Sì, m’importa, ma in fondo, è per la ricerca”
“Già, la ricerca”
“Anche a te sta a cuore quello che pensa il tuo amico Chase, no?”gli domandò avvicinandosi “Siete così uniti”
“Il rapporto che ho con Chase non ti riguarda”sbottò.
“Perché rispondi in questo modo?”
“So quello che dite tu e quegli stronzi dei tuoi amici, ma non ti farò insudiciare quello che c’è di bello tra noi”gli puntò un dito contro.
“State insieme?”gli domandò a bruciapelo, ormai non poteva più rimandare, voleva sapere.
“Riduci tutto a questo tu, vero?”scosse la testa.
“Lascia perdere, non mi interessa”si voltò per ritornare alla scrivania, ma l’altro lo afferrò per un braccio e lo spinse contro una parete
“Io penso ti interessi e molto, anche”si pressò contro di lui “perché sei geloso”
“Cosa?”strabuzzò gli occhi.
“Sì, lo sei”
Si sporse e appoggiò le labbra sulle sue baciandolo con passione, era da tanto che voleva farlo.
Eoan dischiuse le labbra accogliendolo con un gemito, stava baciando Jared Darcy. Gli portò le mani dietro la nuca e lo attirò a sé, voleva sentire il suo corpo, assaporare ogni attimo di quel bacio che con ogni probabilità sarebbe stato l’unico. Le loro lingue iniziarono una lotta senza tregua, gli strinse i ricci fino a fargli male e il desiderio che li colse sembrò inarrestabile. Gli unici suoni che risuonavano nella stanza erano i loro sospiri e gemiti, Jared gli aprì la camicia e gli accarezzò il petto con la punta delle dita senza smettere di baciarlo.
Si staccarono per riprendere fiato ed Eoan, ansimante, fissò il compagno, era così bello con i suoi grandi occhi blu e quei ricci ribelli che gli ricadevano sul viso. Aprì le labbra per domandargli del motivo di quel bacio, ma Jared parlò “Baci bene, sai, O’Brian? Mi è diventato duro come una pietra”abbassò lo sguardo, i pantaloni sembravano quasi esplodere, si leccò le labbra“e a quanto vedo non sono l’unico”ridacchiò “mi occupo del tuo problemino”cercò di slacciargli la cintura, ma lo bloccò “Fermati, che cazzo fai?”
“Non lo immagini?”si morse le labbra.
“Lasciami” lo spinse via e raccolta la sua roba uscì come una furia.
Jared imprecò, ora lo avrebbe saputo tutta la scuola ed era tutto dolorante, era stato sul punto di venire nei pantaloni come un adolescente al primo approccio con il sesso. Aprì i pantaloni e si masturbò, pensando a lui e alle sue labbra.

2 commenti:

Jivri'l ha detto...

Oddio, non avrei mai pensato che proprio Jared avrebbe preso l'iniziativa; io, invece, credevo che lo avrebbe fatto Eoan... uhm, però! Pare proprio che il nostro bel biondino abbia subito trovato un sostituto alla sua fidanzata(sgualdrina)!

giusi-poo ha detto...

Come ho detto nel precedente commento si stanno studiando, ma la chimica sessuale tra loro è troppo forte, fortissima dunque è facile prevedere che finiscano per lasciarsi andare ad un bacio che li vede tutt'altro che rivali. Hai saputo bene ricreare l'atmosfera collegiale, e si sente la tensione erotica tra loro... fortissima, bello il bacio e bello che Jared voglia fare la prima mossa eheheheh. Brava ....