giovedì 5 febbraio 2009

Il poeta della porta accanto capitolo 9 (prima parte)

Quando furono finalmente in camera William chiamò il servizio in camera e ordinò la cena, Alex doveva essere affamato e anche lui, se doveva essere sincero, non mangiava dall’ora di pranzo.
Il giovane ingegnere era ancora sulla soglia, si limitava a fissare l’amico intento a parlare a telefono, quasi non riusciva a credere che fosse lì con lui. Lo aveva desiderato con tutto se stesso e ora non sapeva come comportarsi.
William posò il telefono e gli parlò “Alex? Vuoi fare una doccia prima di cena?”
“Sì”si riscosse dai suoi pensieri e si diresse verso il bagno.
Quando udì l’acqua scorrere William sospirò, sembrava l’ombra del ragazzo che conosceva e che tanto amava, ma cosa gli stava accadendo? Doveva scoprire cosa lo aveva portato a lasciare Amber da sola e a bere fino a perdere ogni controllo.
Si avvicinò alla finestra e osservò la strada all’esterno, la notte era serena, in cielo la luna era quasi piena e il vento aveva spazzato via tutte le nubi.
“Sono contento sia qui, Will”mormorò Alex alle sue spalle.
Si voltò e lui era a pochi passi, un asciugamano stretto alla vita e un altro tra le mani che utilizzò per asciugarsi i capelli, trattenne il respiro, era la prima volta che lo vedeva quasi nudo. Lasciò vagare lo sguardo e sentì i jeans diventare stretti al pensiero di quello che poteva celare sotto l’asciugamano.
“Stai bene?”gli domandò avvicinandosi, era preoccupato per lui.
“Sì, grazie, niente di meglio che una doccia ristoratrice per far passare una brutta sbornia”abbozzò un sorriso.
“Alex, ma perché…?”fu interrotto da un leggero bussare.
“Vado io”scattò il moro raggiungendo in un istante la porta, era il servizio in camera, prese il carrello e ringraziò“Grazie”
Richiuse la porta e William fu dietro di lui facendolo fremere “Ho una fame”
“Mangiamo, allora” spinse il carrello verso il tavolino e gli indicò una sedia.
Quando furono sazi, Alex si stese sul letto, aveva ancora addosso solo l’asciugamano, ma non gli andava di cambiarsi, era troppo stanco. Volse lo sguardo verso il biondo che sedeva sulla sedia accanto al tavolino, era taciturno, il cuore perse un battito, era così bello, ma ormai apparteneva a qualcun altro.
“Sto bene, ora, se vuoi, puoi tornare a casa”mormorò, ma era l’ultima cosa che desiderava.
William strinse la mascella, non desiderava la sua presenza lì, ma non sarebbe andato via, non prima di conoscere tutta la verità, a costo di costringerlo.
“Io non mi muovo da qui, Alex”replico con decisione, si alzò e si avvicinò alla finestra e si appoggiò con la schiena al vetro “vuoi dirmi cosa ti sta accadendo? Scappi dalla città, lasciando Amber disperata, ti ubriachi costringendo la polizia ad arrestarti. Non ti riconosco più”
“Potrei dire lo stesso di te, credevo di conoscerti, ma sbagliavo”
“E con questo cosa cazzo vorresti dire?”lo fissò con gli occhi come braci.
“Quello che ho detto”
“Non te la caverai così, Alex, ora mi spieghi a cosa ti riferisci perché io non ci sto capendo più nulla”era alterato.
Il bruno si alzò e lo affrontò “Chi era quel rosso dell’altra sera e cosa è per te? Ho visto, sai, il modo in cui ti guardava e come ti ha circondato la vita con un braccio”la gelosia lo stava lacerando “sembravate molto intimi”
William sospirò “Era Steven”
“E chi cazzo è questo Steven? Dici il suo nome come se io dovessi sapere di chi si tratta”
“Perché te ne ho parlato, è Steven, quel mio amico di Londra”
A quel punto Alex realizzò “Quello che non vedi da un anno perché…”si morse la lingua e in un attimo si sentì un idiota.
“Sì, lui”
“Da quello che ho visto, le cose tra voi vanno più che bene, eravate così intimi”distolse lo sguardo, c’era dolore nell’ultima frase.
“Steven è innamorato di me, da sempre”gli rivelò.
“Lui è…”il cuore smise di battere, sentì il pavimento cedergli sotto le gambe, dovette appoggiarsi alla testiera del letto per non cadere “Ecco spiegato il modo in cui ti sfiorava e perché ti guardava come se gli appartenessi”
“È tornato in Inghilterra” gli si avvicinò “gli ho detto che per me è solo un amico e che tra noi non potrà esserci altro”.
“Davvero?”le labbra si aprirono in un sorriso.
“Sì, davvero”William accorciò maggiormente le distanze, i loro visi potevano quasi sfiorarsi, Alex percepiva il suo alito caldo “ma ora, vuoi dirmi, perché sei partito?”
“Non lo immagini?”
Il biondo abbassò la testa “Volevi evitarmi, vero? Quello che non capisco è il motivo per cui non hai rivelato almeno ad Amber la tua meta. Dovevi vederla, era disperata, credeva non saresti più tornato, che l’avessi lasciata per sempre”
“Avevo bisogno di riflettere, di capire quello che voglio davvero”confessò “e non potevo farlo lì”
“E lo hai capito?” gli sfiorò il braccio nudo con la punta delle dita.
“Sì”
Gli alzò il mento con una mano costringendolo a guardarlo “Bene, perché mi sento perduto senza di te”
“Dici sul serio?”sorrise incredulo, il cuore sembrava esplodergli nel petto, non avrebbe mai sperato di udirgli pronunciare quelle parole.
Per tutta risposta William appoggiò le labbra sulle sue in un leggero bacio, Alex gemette, ma senza esitare socchiuse la bocca lasciandolo entrare, le loro lingue s’incontrarono dando inizio ad una danza. La passione li accese, Alex lo spinse sul letto stendendosi su di lui e continuando a baciarlo, lo desiderava più di ogni altra cosa e questa volta non si sarebbe tirato indietro.
William si staccò leggermente, gli occhi erano scuri di passione, le labbra gonfie per i baci e le gote arrossate “Forse dovremmo fermarci”gli posò le mani sul petto.
“Fermarci?”gli sfiorò il bordo superiore della bocca con la punta della lingua “Non lo voglio io e non lo vuoi neanche tu, Will”
“Sei sicuro? Ti desidero disperatamente, Alex, sono mesi che non penso ad altro”
“Mai stato più sicuro”gli accarezzò il torace attraverso la camicia “non voglio più negare quello che provo te”
Il biondo sorrise, era felice, si sporse in avanti e lo baciò nuovamente, poi invertì le posizioni e in un attimo fu su di lui, sfilandogli l’asciugamano e liberando l’erezione, ormai evidente.
“Sei così bello”sospirò lasciando scivolare la mano lungo il suo corpo ormai nudo, la pelle era incandescente, poi ridacchiò posando lo sguardo sul membro ormai semi eretto “Noto che non stavi mentendo, cucciolo”
Alex arrossì, e William si sporse in avanti per baciarlo, poi si spogliò velocemente, bramava sentire la pelle di Alex contro la sua, aveva atteso così tanto che non intendeva più attendere neanche un solo istante. Una volta che gli abiti furono sul pavimento, cercò il suo sguardo nel timore di leggervi qualche ripensamento, ma tutto quello che vide fu un grande desiderio, Alex lo voleva e non avrebbe cambiato idea. Si sporse in avanti e appoggiò le labbra sul collo, succhiando leggermente la pelle, inebriato dai sospiri provenienti dal suo compagno, scese a lambire una spalla, la mordicchiò, adorava il suo sapore, scese ancora, catturò un capezzolo tra i denti, lo mordicchiò, lo succhiò, fino a quando non divenne duro come un sassolino, Alex si contorse sotto di lui per il piacere “Will”gemette “non fermarti”
Un lampo apparve nelle iridi blu, passò all’altro capezzolo bagnandolo con la lingua, adorava i suoi mugugni di piacere. Discese fino al ventre, disegnando dei piccoli cerchi attorno all’ombelico, sentì Alex fremere e questo lo spronò a continuare con quella lenta e dolce tortura. Succhiò e mordicchiò la carne fino a quando non urlò di piacere “Will”
Il giovane poeta alzò la testa e gli rivolse un sorrisetto maligno poi con le mani gli allargò le gambe e si insinuò, circondando il membro ormai eretto con la mano. Mosse la mano su e giù, Alex chiuse gli occhi e si abbandonò completamente alla sua esperienza, era in paradiso.
Lo lappò, passò la lingua calda lungo tutta la lunghezza, poi lo lasciò scivolare nel suo antro caldo cominciando a succhiare.
Alex si lasciò sfuggire un lamento e gli artigliò con forza i ricci, mentre William muoveva la testa ciucciandolo sempre con maggiore vigore.
“Cazzo, Will, continua”riaprì gli occhi e osservò la testa bionda del suo amante muoversi su e giù, era lo spettacolo più erotico che avesse mai visto.
Sentì una scossa lungo la schiena, segno che il picco era vicino, poi diede una spinta di reni e raggiunse l’orgasmo più potente di tutta la sua esistenza riversandosi nella bocca di William.
Appoggiò la testa sul materasso e ansimò senza avere la forza di dire nulla, il cuore gli batteva furiosamente nel petto, non credeva sarebbe stato così intenso.
Lo attirò a sé cercando le sue labbra “È stato stupendo, Will”
Il biondo gli accarezzò una guancia e sorrise “Questo non era che l’inizio, la notte è ancora lunga. Voglio sentirti in me, Alex, vuoi?”
“Will, io, non…”balbettò.
“Lo so che è la prima volta, ma io mi fido di te, piccolo”gli posò una scia di baci sul mento lambendo il pomo d’Adamo e scendendo lungo la gola “non vuoi fare l’amore con me? Prendermi?”
Alex sorrise “Ti voglio con tutto me stesso, Will, ma non voglio farti del male”era preoccupato.
“Non me ne farai”gli garantì sogghignando.
“Non ho un preservativo”si morse il labbro superiore, non pensava ne avrebbe avuto bisogno.
“Io non faccio sesso da tanto, non credo che rischiamo a non usarlo e poi voglio sentirti senza nulla che si frapponga fra noi”
“Io ho fatto l’amore solo con Amber per un bel pezzo, quindi…”aggiunse il moro.
“Non ricordarmelo”replicò con una smorfia, stava male solo al pensiero.
“Sei geloso?”rise prendendolo in giro.
“Sì, puoi neanche immaginare quanto stavo male sapendoti con lei”
“Povero piccolo”lo baciò sul naso “ma ora sono con te e ho intenzione di restarci”
Il cuore di William impazzì nel sentirgli pronunciare quelle parole così importanti, invece di parlare lo attirò in un abbraccio e gli lambì le labbra con un bacio che li infiammò entrambi.
Alex lo spinse supino invertendo le posizioni e insinuandosi tra le gambe, ma era terribilmente nervoso, temeva di sembrare inadeguato davanti a William. Lasciò scendere la mano lungo un fianco, le dita lo sfiorarono con delicatezza, il suo tocco fu come una carezza.
“Alex”gemette, quando gli sfiorò la fessura tra le natiche con un dito, ma si accorse della sua titubanza, dell’indecisione nel modo in cui lo toccava e cercò di rassicurarlo “Alex. lascia che sia io a condurti, va bene?”
“Scusami, Will”scosse la testa, ma il biondo lo attirò a sé e gli baciò la punta del naso.
“Non hai nulla di cui scusarti”
Sostituì il dito con il suo e cominciò a sfiorare il bordo facendo dei piccoli cerchi, ansimò senza staccare lo sguardo da lui.
Alex era eccitato oltre ogni limite, vedere William toccarsi in quel modo e darsi piacere, era uno spettacolo ad altro contenuto erotico.
Si penetrò leggermente, muovendo avanti e indietro il dito, allargò maggiormente le gambe e ansimò “Immagino che sia tu a farlo, Alex”gli sussurrò socchiudendo le labbra.
“Will”gli schiaffeggiò la mano e la sostituì con la sua, non resisteva, doveva toccarlo, sfiorarlo, dargli piacere.
Spinse in profondità, strappandogli un ennesimo gemito che lo indusse a continuare nella sua tortura. Aggiunse un secondo dito, poi un terzo, continuando a spingere e costringendolo a inarcare la schiena per l’orgasmo che lo investì come un fiume in piena.
“Scusa”arrossì il biondo pulendosi con il lenzuolo.
Il moro si morse il labbro inferiore, poi ridacchiò “Sei talmente sexy, Will” e si mosse lungo il suo corpo lasciandogli una scia di baci infuocati che partivano dal collo e scendevano fino alla scapola e continuarono lungo il torace scolpito e glabro.
William ansimò, sapeva che corde sfiorare per farlo eccitare nuovamente, era appena venuto, ma sentiva che non sarebbe durato a lungo se avesse continuato in quel modo “Alex, non torturarmi”
L’altro sorrise e gli mordicchiò l’interno coscia, salendo fino all’inguine, evitando il suo membro bisognoso di cure, voleva farlo soffrire ancora un po’ prima di accontentarlo. Si sentiva scoppiare dal desiderio, ma quel ragazzino impertinente lo stava facendo di proposito.
Finalmente gli sfiorò l’erezione con la lingua e William trattenne il respiro, gli occhi blu erano colmi di passione, il desiderio per lui lo stava consumando.
“Alex, mio dio, dove hai imparato?”singhiozzò quando lo circondò con le labbra spingendolo fino in gola e cominciando a leccarlo e succhiarlo. Il sapore di William era inebriante, non ne avrebbe mai avuto abbastanza. Alle sue parole lasciò andare il suo membro e ridacchiò “Talento naturale”
“Interessante”sghignazzò “Ora, ti voglio dentro di me, ti prego”
“Non aspetto altro, amore”
William sorrise, lo aveva appena chiamato amore, era la prima volta che lo faceva, era pazzo di gioia, lo attirò a sé e gli circondò le spalle con le braccia. Lo baciò con trasporto, mentre Alex si faceva largo tra le sue natiche e spingendosi all’interno lentamente.
“Alex”gemette mordendosi le labbra e allacciando gli occhi ai suoi, voleva guardarlo mentre facevano l’amore, fargli sapere che era con lui, che era solo a lui che stava pensando. Quando fu completamente dentro, cominciò a muoversi, ma sempre con estrema lentezza, temeva di fargli male.
“Will, tutto bene? Ti sto facendo male?”era preoccupato, ma lui per tutta risposta gli allacciò le gambe ai fianchi per aumentare la penetrazione.
“Muoviti, di più”mosse il bacino per assecondare le sue spinte.
“Will, mio dio”aumentò i colpi fino a toccare punti che costrinsero il suo amante ad urlare “Alex, ti amo”e sprizzò il suo seme sul ventre del moro che si bloccò, sconvolto. Aveva davvero udito quelle paroline o le aveva solo immaginate? William si accorse del suo stato e lo fissò preoccupato, forse aveva rovinato tutto. Si morse il labbro pentendosi di quella sua rivelazione, ma dopo un attimo, Alex lo attirò in un bacio e ricominciò a muoversi con vigore fino a quando non raggiunse l’orgasmo riversandosi in lui.
Si accasciò sul suo torace ansimante, poteva udire i battiti accelerati del cuore di William, una melodia rilassante. Chiuse gli occhi e sorrise, era stata l’esperienza più intensa e coinvolgente di tutta la sua esistenza, non solo aveva fatto l’amore con un uomo per la prima volta e gli era piaciuto talmente che sarebbe stato pronto a rifarlo, ma William gli aveva dichiarato il suo amore. Non poteva essere più felice.
Il poeta giaceva sotto di lui, immobile, solo il petto che si alzava e abbassava velocemente indicava che non stesse dormendo, ma che stesse riflettendo su quello che era accaduto. Si sentiva un idiota, un inguaribile romantico, ma che gli era preso? Dichiarargli il suo amore in quel modo. Aveva rovinato tutto, aveva letto sconcerto e confusione negli occhi del compagno, era certo che se non fosse stato dentro di lui sarebbe scappato a gambe levate. Fissò il soffitto in cerca di una scusa, qualcosa per giustificare le sue parole, ma non trovò nulla di plausibile e convincente, così si limitò a tacere.
Alex si mosse leggermente, poi gli baciò il torace madido di sudore “Non dici nulla? È stato così orrendo?”
William incontrò i suoi occhi imploranti e socchiuse le labbra sorpreso, ma di che stava parlando? Orrendo? Come poteva pensarlo? Era stato semplicemente magnifico, Alex era così diverso da Ian che a letto voleva avere il controllo di tutto, sentiva di amarlo profondamente e ora rischiava di perderlo “Alex, io…”balbettò, poi scosse la testa e mormorò “… direi che è stato grandioso”
“Sì, decisamente”si strinse a lui.
“Senti, Alex, per prima, io…”sospirò “mi dispiace, non volevo sconvolgerti dicendoti che… insomma, che ti amo, è solo che è quello che provo”
Improvvisamente, lo sentì russare debolmente, si era addormentato, non aveva udito neanche una parola di quello che aveva detto.
“Alex?”lo chiamò, poi sorrise, gli accarezzò i capelli umidi di sudore e chiuse a sua volta gli occhi addormentandosi stravolto.

3 commenti:

giusi-poo ha detto...

Finalmente hanno fatto l'amore! William ha rivelato come stanno le cose e anche Alex ha fatto la sua rivelation. Con Amber non c'è più feeling da quando un certo poeta mi ha fatto scoprire che ci può essere di meglio. Le situazioni sessuali sono piuttosto eccitanti, anche se io avrei resto di più (molto di più) la passionalità di William, invece di soffermarmi sull'ennesima sega mentale (oddio perché gli ho detto ti amo? No no no nn dovevo) anche perché focalizzando su questo punto finisce un po' nel dimenticatio la stupenda, accorata dichiarazione orgasmica gridata, quel ti amo così sentito e nel momento perfetto. Lo era davvero? Nel frattempo però Alex si addormenta...

Alex G. ha detto...

Io invece trovo che la reazione di Alex abbia suscitato in Will dei dubbi e che lui provi la tentazione di rimangiarsi la dichiarazione. Povero Will, ora vedremo come affronterannò il mattino dopo.

sam ha detto...

e la devono affrontare bene la mattinata, dopo una notte del genere non potrebbe essere altrimenti... vado a leggere!!!!!!!!!!